Siamo stati da Zerocalcare a Reggio Calabria.

Per chi non lo sapesse (credo pochi) Zerocalcare, al secolo Michele Rech, è un fumettista.

Come recita la sua biografia su Wikipedia:

“dovendo scegliersi un nickname per partecipare ad una discussione su internet, si ispirò al refrain dello spot televisivo di un prodotto anti-calcare che stava andando in onda in quel momento”

Quindi Zerocalcare è stato a Reggio Calabria per presentare il suo ultimo lavoro: ‘Kobane Calling’. L’evento formidabile è stato organizzato grazie al contributo dei Centri sociali “Angelina Cartella” e “Nuvola Rossa” e del Comitato Solidarietà Migranti, che hanno fortemente voluto la presenza di Zerocalcare in città.

Dopo mesi e mesi di presentazioni e “disegnetti” – come ama chiamarli lui – che da aprile scorso lo hanno portato in tutta Italia e all’estero, è arrivato pure in riva allo Stretto.

L’artista romano ha raccontato di come la sua adolescenza e militanza negli spazi occupati l’ha avvicinato alla questione curda.

Dei suoi primi, timidi passi nel mondo del fumetto, dei suoi viaggi in Rojava.

Questi viaggi l’hanno appassionato al punto di decidere di produrre dapprima un reportage per l’Internazionale e poi di dare maggiore spazio ai personaggi conosciuti e all’esperienze vissute in un libro.

Chi legge da anni le sue vignette ha oramai imparato a conoscerlo.

Saprà benissimo che va matto per i plumcake, che odia stare per troppo tempo lontano dalla sua amata Rebibbia. Così come le serie tv adorate e qual è il suo cavaliere dello Zodiaco preferito.

È questa forse la vera forza di Zerocalcare!

Andatevelo a cercare perché è spassoso davvero 🙂

E poi ha una completa e orgogliosa ordinarietà, che unisce a un linguaggio schietto, semplice, pieno cultura pop degli anni ’80 e ’90.

Insomma tutto questo lo rende uno dei pochi in grado di trattare con leggerezza anche le vicende più complicate.

Kobane Calling (l’ultimo lavoro) è proprio una sintesi di questo: un diario di bordo scritto tra Turchia, Siria e Iraq, frutto del suo impegno sociale, che tratteggia da vicino quel mondo curdo la cui eco giunge sempre più debole alle nostre orecchie dalle poche notizie dei telegiornali.

E lui ci fa addirittura i fumetti su questo! Un vero matto 🙂

Un successo straordinario ha travolto questo libro.

Per la prima volta un fumetto si è piazzato al primo posto nelle vendite in Italia con centinaia di migliaia di copie vendute.

E nei prossimi mesi sarà perfino tradotto, oltre che in francese, anche in tedesco, inglese e spagnolo.

Un successo probabilmente inaspettato per Zerocalcare.

Lui, un trentenne romano cresciuto nei centri sociali, ascoltando musica punk, senza né bere né fumare.

Lui stesso si è definito davanti a noi «la marginalità della marginalità della marginalità».

Non può non piacerti, Zerocalcare! Un artista che non si risparmia mai, la cui sensibilità e coerenza sono tali da aver riempito una sala a Reggio con persone di tutte le età.

È il grande merito delle sue tavole, capaci di far emozionare e immedesimare lettori di ogni tipo.

Anche noi di IAMU, naturalmente!

Adesso che il tour di presentazione è terminato, Michele può tornare a casa, a Rebibbia, a lavorare al suo prossimo libro.

Le idee sono ancora piuttosto confuse, una cosa però è certa, l’Armadillo, Secco e il Cinghiale torneranno presto a farci compagnia.

Intanto ci regala questa perla, un armadillo con la girandola di IAMU in mano.

Anche lui dice con noi IAMU, insieme 🙂