Vivere l’università: ormai un mondo virtuale?

Ciao sono Giada, ho 21 anni, vivo a Reggio Calabria e sono iscritta in Comunicazione e Dams all’Università della Calabria. Mi piace uscire, viaggiare, stare in compagnia. Ho amato vivere l’università.

Tre anni fa ho deciso di iscrivermi a Cosenza all’università più bella che potessi trovare, me ne sono innamorata fin dal primo istante.
L’idea di vivere all’interno di un campus come quello della mia università era qualcosa che vedevo solo nei film e mi aveva entusiasmato fin dall’inizio.
Sono una studentessa fuori sede e per il primo anno e mezzo ho vissuto a Cosenza: avevo lezioni tutti i giorni dal lunedì al venerdì e nel weekend rientravo a casa. Durante la settimana passavo molto tempo all’interno del campus universitario, con i miei colleghi non ci annoiavamo mai. Iscriversi all’università è stato anche vivere l’università a 360°, è stato conoscere persone fantastiche e avere la possibilità di crescere e fare molte esperienze.

Mi manca moltissimo.

Vivere l’università è stato uno dei periodi più belli della mia vita e rimpiango di non averla vissuta abbastanza.

È da più di un anno che non torno all’università a causa della pandemia, ma ormai si può dire che mi sono anche abituata a questa “nuova normalità”. Se devo vedere il lato positivo, trascorro più tempo con la mia famiglia, che ho capito essere l’unica cosa che conta davvero. Inoltre, le lezioni online mi permettono di organizzare meglio lo studio, che mi impiega molto tempo nell’arco di una giornata e che mi ha aiutato molto ad affrontare il lockdown non facendomi pensare ad altro.
Purtroppo non credo di sapere come sarà tornare fisicamente all’Università, sono già al terzo anno e anche questo semestre sarà sulla piattaforma online. Saranno le ultime lezioni che dovrò seguire e poi ci sarà la laurea, che spero potrà essere in presenza.

Rivedere la mia università, vivere l’università come un paio di anni fa, sembra ormai un miraggio.

«Le Università sono fra i pochi luoghi in cui le persone si incontrano ancora faccia a faccia e studiosi possono capire quanto il progresso del sapere abbia bisogno di identità umane reali e non virtuali»

Così parlava Umberto Eco.

Una volta finita la triennale immagino di andare a studiare a Roma, ma per il momento anche questo mi sembra un miraggio e spero che la situazione migliori, per poter tornare a studiare in presenza.

All’inizio non avevo ben realizzato la situazione, è stato tutto così veloce e nessuno credeva che la pandemia avrebbe colpito anche noi. Io ero rientrata a casa solo per qualche giorno, da quel momento quei pochi giorni sono diventati mesi, e la paura cresceva.
Non avrei mai immaginato che non sarei tornata a vivere l’università.
Stare a casa con la mia famiglia mi ha aiutato, non so come avrei fatto senza di loro. Mi sono sentita ogni giorno più fortunata e avevamo il tempo per fare moltissime cose insieme .

Ma cosa mi è mancato? Tutto.
Mi mancavano soprattutto i miei familiari e il mio ragazzo che vedevo solo tramite le videochiamate. Le tre cose che mi sono mancate di più sono stati gli abbracci, i sorrisi, e la spensieratezza. Sono tre cose che mi mancano tutt’ora, quando posso uscire ma non posso vedere il sorriso di chi mi sta attorno, non posso abbracciare nessuno, né uscire senza non essere preoccupata di mantenere sempre una certa distanza quando quello che tutti vorremmo di più in questo momento è sentirci vicini.

Ad oggi, a più di un anno di distanza mi manca vivere l’università. Mi manca scherzare con i miei colleghi, le passeggiate sul ponte dell’Unical, le risate a mensa.

Questo periodo ha avuto un impatto molte forte nella mia vita, ho capito davvero l’importanza del tempo e non voglio perderlo più. Il mio primo obiettivo quest’anno è quello di laurearmi. Il secondo è quello non mollare mai. Portare a termine tutto, vivere a pieno ogni cosa, è questo il consiglio che do.

“Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi.”

Questa è una foto che mi è stata scattata seduta in un viale del campus dell’università, che in base alla stagione assumeva colorazioni differenti.
Era uno dei miei posti preferiti, prendevo un caffè e mi sedevo lì, mi dava calma e serenità.

Giada Maria Priolo
Sono una studentessa di Comunicazione e Dams. Mi piace la pubblicità. Le mie passioni sono la fotografia, il cinema, i libri. Amo viaggiare e vedere opere d'arte. Sono dolce, ma anche puntigliosa, ci tengo a quello che faccio. Il mio motto: "Fai in modo che succeda".

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