Che cos’è per me la felicità? Tutte le persone cercano di raggiungere la felicità, in qualsiasi modo e periodo della loro vita, però, la cosa importante è sapere cos’è la felicità. Per alcuni la felicità è trascorrere delle ore insieme alle persone che si amano; per altri, invece, aiutare la gente che ha più bisogno. Per altri ancora accudire i famigliari, gli amici o i parenti. Hermann Hesse, scrittore poeta e filosofo tedesco, in una sua famosissima citazione sulla felicità disse: “La felicità è amore, nient’altro” ed è proprio così, la felicità non è altro che amore per tutto ciò che riguarda i sentimenti, le situazioni affettive e famigliari, è amore per la natura e per ogni cosa che ci circonda e che la vita ci offre giorno per giorno; dovremmo essere noi stessi però a trasformare il dispiacere, il dolore, la tristezza, la malinconia in amore… poiché oggi la felicità non la possiede più nessuno, chi per un motivo e chi per un altro, nessuno è felice, nessuno sorride o trascorre la vita in modo sereno e tranquillo, poiché le sventure e le preoccupazioni sono all’ordine del giorno.

La “felicità” dai Greci era indicata con il termine “εὑδαιμονία” e dai Latini con “felicitas” ed entrambi i termini si riferivano allo stato d’animo o all’emozione positiva che soddisfa tutti i nostri desideri. La mia felicità equivale ad un sorriso vero che nasce come un fiore nel mese primaverile, sulle labbra dei miei genitori, al mattino appena sveglia, vederlo ogni giorno è un qualcosa che mi dà la giusta carica per trascorrere il resto della giornata; felicità è anche questo, sorridere mettendo allegria agli altri, ricambiare un sorriso, regalarlo, riceverlo. La felicità può essere paragonata alla spensieratezza di un neonato, unica, rara, inevitabile; oppure può essere generata da un abbraccio di prima mattina, appena svegli, con la mamma, sorella o fratello che sia… un abbraccio vero, forte, improvviso, quello che sa di comprensione, d’affetto, d’amore. La felicità è visibile negli occhi di due ragazzi da poco diventati genitori o nel cuore nel nascituro che sta per affrontare i problemi della vita, o ancora nel primo abbraccio con la propria madre, un abbraccio amoroso, di vita. La felicità per me è anche raggiungere i propri sogni, vedere esauditi i propri desideri, ma è anche saper apprezzare quel che si ha, non desiderando tutto quello che esiste al mondo. La felicità è fatta di sorprese, quelle che t’incoraggiano ad andare avanti e quelle che ti sconvolgono; è come una farfalla, libera di posarsi sulle tue mani quando meno te lo aspetti e di rallegrare il tuo cuore nel guardarla. La felicità è il giorno di Natale trascorso insieme alla persone a te più care, fare insieme a loro le cose più belle. La felicità può essere contagiosa, così come la paura di non farcela, però entrambe sono un qualcosa che non si vede subito, spesso non ci si accorge dell’esistenza dell’una o dell’altra. La felicità sta nelle cose vere, quelle che ci fanno stare bene, quando magari siamo giù di morale, sta nel cuore della gente che aiuta la gente più povera, nelle dottoresse che accudiscono bambini affetti da gravi malattie, che hanno bisogno, in un periodo così brutto della loro vita, di un sorriso o di un abbraccio. Oppure nella gente umile che in un modo o nell’altro aiuta il prossimo senza nessuna distinzione, perché la felicità è qualcosa di potente e straordinario, che ti porta a fare del bene per essere felice anche tu.

Antonella Casile classe 2D Liceo classico “T. Campanella” Reggio Calabria