In questo post ti racconto i momenti immediatamente prima di ripartire, gli ultimi istanti vissuti in Irlanda per un viaggio indimenticabile.

Quindici giorni son un po’ pochi per conoscere bene altre persone.

Ho condiviso molto con i ragazzi e ragazze che erano con me, in così poco tempo sono diventati dei veri e propri compagni di avventure.

Cominciavamo a sentirci uniti, vicini, ma dovevamo tornare.

Gli ultimi giorni del viaggio in Irlanda sono stati divertenti, spassosi, più tempo passavamo insieme, più si rideva.

Cominciammo a stare svegli nottate intere, a fare scherzi al primo che si addormentava (difficile dormire a queste condizioni!).

Abbiamo concluso l’esperienza nella scuola componendo un cartellone: ogni gruppo aveva il compito di esporre un argomento a scelta, cercando di raccogliere più immagini ed informazioni possibili.

Ciò che ricordo con maggior precisione però non è il lavoro svolto insieme.

Sono le mie sensazioni di quegli ultimi giorni.

Avevo come l’impressione che ognuno cercasse di sfruttare al massimo tutto il tempo a disposizione, sapendo che da lì a poco saremmo partiti.

Alcuni ragazzi decidevano insieme le date del futuro viaggio, così da ritrovarsi insieme anche l’anno successivo!

Avvertivamo tutti la difficoltà di separarci, come sempre accade quando un’esperienza ti fa vivere momenti davvero intensi.

L’ultima sera i nostri accompagnatori organizzarono qualcosa di simile ad un talent show: così alcuni cantarono una canzone, altri misero in scena dei veri e propri sketch divertenti, preparati prima con cura dei dettagli insieme ad altri.

Partimmo di notte dall’Irlanda, da Dublino.

Il pullman ci avrebbe portato fino all’aeroporto, saremmo tornati tutti insieme a Roma sullo stesso volo e da lì poi ognuno avrebbe preso il volo con destinazione casa.

Ricordo con un po’ di tristezza i saluti di tutti i ragazzi, in particolare di quelli erano stati più vicini a me, fu bellissimo stare con loro, vivere tutti quei momenti insieme.

Per alcuni tutto questo potrà sembrare una normalissima esperienza, ma come detto all’inizio di questo racconto, per me questo in Irlanda fu il primo vero viaggio lontano da casa, imparai a muovermi in una grande città, scoprii quanto grande può essere un aeroporto o un college… in questo post ti ho anche raccontato di aver trovato un cuoco italiano!

Ho imparato che partire non vuol dire solo allontanarsi da ciò che ti è familiare.

Ma scoprire che si può sentire familiare anche qualcos’altro.

Prima di questa esperienza ero sicuro che nulla avrebbe potuto mettere in discussione le mie certezze, ciò che mi piaceva e ciò che non mi piaceva.

Quello che volevo fare e quello che non volevo fare.

E invece questa esperienza mi ha fatto riflettere su molte cose e ha cambiato innanzitutto il modo di guardare me stesso, le mie capacità.

È stata per me una prova di coraggio.

Non sono rimasto deluso o dubbioso, perché – se ancora oggi ricordo quei giorni – un sorriso è la reazione più spontanea.

Magari sarò ancora timoroso, incerto.

Ma ho vinto una sfida con me stesso già nel cogliere questa bellissima occasione. Nella mia vita da adolescente ho imparato così imparato che il mondo non è solo dove mi trovo io, ma dove posso dire di aver vissuto e dove ancora ho qualcosa da scoprire.

Andrea Arcudi