L’indirizzo di studi è quello sportivo, anche se a molti riesce difficile considerarlo un vero sport. Alzi la mano chi non ha giocato almeno una volta a dama nella sua vita. Sulla damiera è un vero numero uno, nella vita di tutti i giorni è uno studente del liceo scientifico “Alessandro Volta” di Reggio Calabria. Il suo nome è Vincenzo Sgrò, ha 13 anni ed è campione italiano di dama internazionale 2015. Ha già disputato cinque campionati europei e quest’anno a Tallin (Estonia) si è classificato all’ottavo posto su 42 concorrenti. Così è arrivata la convocazione ai mondiali. In questi giorni Vincenzo è in Olanda proprio per disputare il campionato del mondo.

Tredici anni e già campione italiano e convocato per i mondiali. Sarà nata nella culla la tua passione per la dama?

Quasi… Frequentavo ancora le elementari e un giorno furono ospiti della mia scuola due professori che ci invitarono a provare questa attività. Poco tempo dopo, sotto la guida del mio maestro, io e altri due miei compagni decidemmo di iscriverci ai campionati interregionali a squadre che ci videro trionfare, guadagnando cosi, non solo il titolo, ma il diritto di poter partecipare ai campionati nazionali.

Quindi risale a quei tempi anche il tuo primo maestro…

Ho cominciato a giocare a dama con il maestro Demetrio Crucitti, affiancato dal maestro Daniele Caruso. A loro devo tanto. Mi hanno insegnato le basi di questa disciplina e soprattutto, ancora prima, mi hanno permesso di conoscere questo sport.

Ma si può considerare uno sport la dama?

Certo, la dama è uno sport! Siamo abituati a pensare che sport è l’attività fisica del corpo, ma qui entra in gioco la mente. Infatti viene considerata lo sport della mente. È chiaro, è diverso dal calcio o dal basket, in quanto richiede una preparazione completamente diversa. Ma l’allenamento psicologico richiesto ci permette di memorizzare un ampio numero di mosse e mantenere la calma in situazioni di forte tensione.

Quindi concentrazione e studio. Si impara più sui libri o nella pratica?

All’inizio la pratica mi è stata più utile per memorizzare le tecniche di base ma, una volta arrivato ad alti livelli, non basta più. Specialmente nelle competizioni internazionali, in cui c’è un duro confronto con atleti di altri paesi, è necessario uno studio approfondito sui libri.

Il valore aggiunto della tua crescita agonistica ?

Internet. È stato fondamentale, mi permette ogni giorno di confrontarmi con atleti provenienti da altre nazioni e con un grado di preparazione davvero elevato. Oggi basta un semplice click per essere, anche se virtualmente, in Russia o in Olanda. Questa è secondo me la più grande rivoluzione di sempre anche per il mio sport, in quanto si eliminano i confini geografici e sociali e si permette una interazione totale. Imparo moltissime cose, anche senza spostarsi fisicamente dalla mia stanza.

Dove ti piacerebbe arrivare?

Un passo alla volta, intanto il campionato del mondo è la sfida più impegnativa che mi sia mai capitata oltre che una grande occasione. A questa manifestazione partecipano i migliori damisti del mondo e un confronto a questo livello mi permetterà di crescere sia a livello personale che tecnico.

IAMU Vincenzo, un “in bocca al lupo” al campioncino del Liceo scientifico “Volta” è d’obbligo.