The show must go on. Ma anche i calciatori hanno paura

Tutti da bambino abbiamo sognato che la nostra passione diventasse il nostro lavoro. Spesso crediamo che la vita dei calciatori sia semplice, perchè il loro lavoro è la loro passione. Forse un po’ il sogno di tutti gli adolescenti, che vogliono lottare per ciò che amano. Confucio diceva:’ Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neanche un giorno in tutta la tua vita’. Alessandro ha scelto il lavoro che ama. Alessandro ha scelto di lottare e sognare in grande, ora è un calciatore, ma vuole migliorarsi sempre di più. E il tuo sogno qual è?

Mi chiamo Alessandro Farroni, ho 24 anni e nella vita sono un calciatore. Credo che nella vita sia importante formarsi, ed in infatti sto frequentando il secondo anno di scienze motorie. 

In quest’ultimo anno ho vissuto diviso tra Reggio Calabria e Castellammare di Stabia. Purtroppo o per fortuna il mio status di calciatore mi obbliga a vivere un po’ in tutta italia. Ogni anno o ogni sei mesi cambio squadra e di conseguenza anche città. 

Nonostante la pandemia e gli stop obbligati, ho continuato a giocare non senza preoccupazioni e paura visto che il rischio di infettarsi era ed è veramente alto.

Nel mondo del calcio, sono cambiate molte cose, non solo ciò che si vede dall’esterno. Per esempio gli spogliatoi ora sono separati, mentre prima tutta la squadra si spogliava in un unico spogliatoio. La squadra si cambia e si fa la doccia in due spogliatoi separati in modo da evitare affollamento nelle docce e prevenire un ipotetico contagio.

Quando ci sono le partite in trasferta e si viaggia in pullman o in aereo, si deve sempre indossare la mascherina per tutta la durata del viaggio. Inoltre le camere mentre prima erano formate da due giocatori, ora ogni giocatore ha la sua stanza singola.

Ma la mancanza più grande nell’ambito calcistico credo siano i tifosi. La loro mancanza allo stadio si sente in modo molto forte, potrebbe sembrare agli occhi della gente una cosa inutile, ma chi vive questo sport può percepire la differenza.

I tifosi danno forza e noi siamo lì per loro.

Mi auguro che il prima possibile possa finire tutto questo per il bene di tutti. 

Vivere la normalità, ad oggi mi sembra quasi impossibile per almeno un altro anno. Ma credo che anche se finisse il COVID  avremo difficoltà a tornare quelli di prima. Ormai siamo entrati così dentro questo nuovo modo di vivere. Usare le mascherine, il distanziamento e la mancanza di abbracci e baci ci hanno segnato molto e credo che continueremo ad adottare queste restrizioni  ancora per un po’ di tempo.

Questo periodo ha cambiato un po’ tutti , sia nel modo di vivere che nei rapporti umani.

 Io l’ho vissuto inizialmente in maniera davvero strana, forse come la maggior parte delle perosone. C’era molta preoccupazione, non riuscivo bene a capire cosa stesse accadendo e credo che questo periodo ci lascerà un segno per molto molto tempo.

Ringrazio molto la mia ragazza e i miei amici, che mi hanno aiutato in questo momento particolare.

 Nel periodo della prima quarantena io mi trovavo a 800km da casa e vivevo da solo, quindi i primi due mesi sono stati molto molto duri.

 Mi ritengo una persona molto calorosa e sicuramente una cosa che mi è mancata molto sono gli abbracci. Ma in realtà mi mancano un po’ tutte le cose della quotidianità, come una bella passeggiata tranquilla senza dover stare troppo attenti.

Dopo tutto questo scompiglio che ha portato questo momento, vorrei godermi un po’ la tranquillità e la serenità che purtroppo non sono riuscito a vivere in questo periodo.

Mi sento però in dovere, di dire a tutte le persone che mi lèggeranno che con il COVID non si scherza, l’ho avuto e assicuro che non è stato per niente bello.

Per me è una foto molto significativa, vorrei ringraziare tutte le persone che hanno lavorato incessantemente in questo periodo, mettendo da parte tutto.

Nella vita è importante porsi degli obiettivi, per sapere quale strada percorrere e cercare di dare il massimo per arrivarci, infatti aspiro ad un’ottima crescita lavorativa.

Un consiglio che posso solo dare ai ragazzi che leggeranno questo articolo che magari giocano a calcio o che vogliono giocare a calcio, o qualsiasi altro sport o passione è: di provare a raggiungere i loro obiettivi con tutte le loro forze.

Di provarci sempre, ma non sempre la strada che pensiamo sia giusta per noi lo è realmente. Quindi incoraggio tutti di non scoraggiarsi.

Mai buttarsi giù, anche se non dovesse andare come realmente vogliono. Il mondo è pieno di opportunità.

Rebecca Siria Scordo
Sono una studentessa di Comunicazione e DAMS. Mi piace il bello, ma soggettivo. La mia passione è la moda, ma mi innamoro di tutto ciò che faccio. Sono una zia a tempo pienissimo, mi definisco la zia cattiva.

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