Ecco la storia di un’altra studentessa universitaria!

Questa settimana raccontiamo una storia diversa, quella di Clementina.

Laureata in Giurisprudenza all’Università Mediterranea di Reggio Calabria dà una visione assai curiosa ma molto concreta dei suoi studi!

Cosa volevi diventare da grande prima di iscriverti alla Facoltà di Giurisprudenza?

Da piccola sostenevo di voler diventare avvocato. Pur non avendo proprio idea di cosa effettivamente facessero convinta che, in qualche modo, aiutasse la gente a “fare cose”.

Durante il liceo ho pensato più volte di scegliere medicina, ma alla fine, giurisprudenza è stata, dato il mio grande amore per le materie umanistiche, la scelta più naturale al mondo.

Perché hai scelto questa facoltà?

Ho scelto questa facoltà perché al liceo, con i classici, mi ero affascinata al diritto.

Mi affascinava lo studio della legge e, anche se con filosofia e latino l’approccio al diritto è stato completamente diverso rispetto a quello riscontrato in università, in qualche modo.

L’idea già latente di diventare avvocato è stata rinforzata da quello che avevo fino a quel momento studiato.

Cosa hai imparato di nuovo grazie a questa Università di Giurisprudenza?

Ho imparato davvero molto: ho studiato i principali istituti di diritto privato imparando che timbrando il biglietto sul bus sto stipulando un contratto; grazie al diritto costituzionale ho imparato a seguire meglio le notizie di politiche al telegiornale!

Con lo studio del diritto commerciale ho imparato a distinguere la differenza tra impresa, ditta e azienda; invece con le procedure ho potuto conoscere come nasce e si evolve un processo, dove la verità che conta è quella processuale.

Il diritto è una finestra sul mondo. Apre tante prospettive e apre a tante discussioni. In virtù del fatto che la legge vada interpretata, tutte le soluzioni sono giuste purché adeguatamente e logicamente motivate.

Credo che abbia molto a che fare con la matematica e la logica.

Adesso che sei cresciuta, quali sono i tuoi progetti?

Con molta soddisfazione ho finito da quasi 1 anno la mia carriera universitaria e ho coerentemente deciso di proseguire la strada forense ma senza precludermi altri percorsi!

Credo che continuerò a studiare inglese per specializzarmi magari in diritto internazionale.

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe intraprendere questa strada?

A chiunque voglia iscriversi nella mia università consiglio di armarsi di pazienza e di non scoraggiarsi, specie il 1° anno, dove tutto sembrerà strano ed insolito.

I libroni da 1000 pagine non devono spaventare.  Bisogna solo abituarsi al linguaggio e alla logica che seguono, ci vuole meno tempo di quanto si pensi!

Ritengo sia importante, proprio per questo, frequentare i corsi dove si ha la possibilità di simulare processi. Anche mettere alla prova la propria dialettica e la capacità di ragionamento, da soli o in gruppo.

Solo così potrete avere maggiore coscienza di ciò che vi aspetterà quando la vostra carriera accademica si sarà conclusa. E non ne avrete paura.