Crescere non è mai semplice, neanche scegliere quale Università frequentare. Lo sappiamo bene, perché ci siamo passati!!!

Più responsabilità, più impegni, più scelte da compiere. La prima “Generazione IAMU” è cresciuta e nuove generazioni cresceranno.

Come sempre, si intendo come dal primo giorno, siamo qui pronti a supportarti e aiutarti,  specialmente adesso che è tempo della scelta dell’università!

Come riusciremo in questo? Attraverso le storie di chi queste responsabilità e scelte le ha già affrontate e vissute in prima persona.

Grazie chi ce l’ha fatta… beh anche i tuoi dubbi potranno essere chiariti, le tue scelte saranno più facili. 

E l’orizzonte? Un po’ meno incerto (che ne dici? sarebbe fantastico, non trovi???).

Ecco la storia di Roberta, studentessa (e appassionata) di architettura, che frequenta il terzo anno di Scienze dell’Architettura presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

 

 

Cosa volevi diventare da grande prima di iscriverti alla Facoltà di Architettura?

Da quando sono nata fino alla 3° media ho cambiato mille volte idea, come la maggior parte dei bambini: ballerina, medico, psicologo, chirurgo. Dal primo al terzo liceo ero più confusa che mai! Ma la cosa non mi dispiaceva: mi piacevano le materie che studiavo, non mi ponevo ancora il problema del “dopo”. Dal terzo liceo invece ho capito che il mio vero desiderio era essere un architetto, di iscrivermi a questa Università! Anche se in verità non avevo ben chiaro cosa si facesse.

Perché hai scelto questa facoltà?

Ho scelto questo corso di laurea per passione, contrariamente a quanto volessero i miei genitori: loro avrebbero voluto che io diventassi un medico o un’infermiera. Il mio carattere però non mi ha mai permesso di assecondare le scelte altrui a discapito delle mie. Mi vedevo più come chi progetta ospedali e non chi ci lavora. Posso ritenermi fiera della scelta che ho fatto perché non ho messo da parte la mia vera vocazione per una certezza lavorativa futura o per compiacere qualcuno. Non esistono vocazioni di serie A e B, fanno tutte parte di un disegno generale che Dio progetta per noi.

Cosa hai imparato di nuovo grazie a questa Università?

Ho imparato praticamente tutto. Questa reputo sia una delle facoltà da cui si inizia da 0, ci si mette continuamente alla prova, soprattutto per la parte pratica degli studi. Si impara ad utilizzare programmi specifici per il  computer, a disegnare con questi ultimi; sopratutto si impara ad essere umili, accettando le correzioni e le critiche dei professori durante le moltissime revisioni progettuali. Da ogni correzione, anche di fronte ai colleghi, ho tratto insegnamenti. Mi hanno aiutato a crescere, maturare e scoprire che la qualità del tuo lavoro conta più del giudizio che possono dare gli altri.
Questo sistema universitario mi sembra una grande palestra di vita, che tra l’altro si basa sul rapporto teoria-pratica.

Adesso che sei cresciuta, quali sono i tuoi progetti?  

Essendo al 3° anno del triennio dovrei avere una mezza idea su quale nuova strada intraprendere ma onestamente ancora non lo so per certo. Penso ad una specializzazione in progettazione, restauro o statistica delle strutture (vista la necessità di intervenire sulle costruzioni del Centro Italia sottoposte a continue scosse sismiche). Come in passato, son certa che le idee si chiariranno da sole. A distanza di anni, oramai ho chiaro in mente cosa faccia un architetto  e sono certa che lo vorrò diventare.

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe intraprendere questa strada?

Ai miei futuri colleghi consiglio di non demordere mai, iniziare a lavorare sin da subito, mettendosi sempre alla prova. Consiglio un’apertura mentale a 360° per rendervi più semplice lo studio di materie così diverse come storia, statistica, progettazione, fisica, filosofia o matematica. Inoltre suggerisco di considerare l’architettura come uno stile di vita: non riuscirete a camminare più senza guardare il marciapiede calpestato, la sequenza ordinata di un filare di alberi o di controllare lo stato dei cornicioni di casa vostra!
Invito gli studenti calabresi come me, ma anche tutti gli altri, a considerare l’opportunità di studiare alla Università Mediterranea di Reggio Calabria: fornisce certamente una valida preparazione (al pari degli Atenei del Centro-Nord). Se studi Scienze dell’Architettura avrai una speciale possibilità: intraprendere un dottorato internazionale in “Urban Regeneration and Economic Development” che offre la possibilità di poter studiare a Boston, grazie a una collaborazione e a un laboratorio di ricerca internazionale! Fantastico, vero?!