Essere attenti agli studenti vuol dire guardarli in faccia, giorno per giorno.

Conoscerli uno per uno e non considerarli nel loro insieme, indistintamente.

Durante un seminario sul tema “Bisogni educativi speciali Dsa e Adhd: quali bisogni educativi?” abbiamo incontrato la dirigente dell’Istituto Galluppi-Collodi-Bevacqua Mariantonia Puntillo, tra i relatori insieme al Prof. Albino Barresi, presidente in Calabria dell’associazione nazionale dirigenti scolastici, e alla dottoressa Francesca Cartellà, presidente dell’associazione pedagogisti clinici della Calabria.

Ci ha parlato di come la scuola può davvero diventare moderna.

Intanto puntando su una formazione continua e costante dei docenti, veri attori, preziosi protagonisti nel percorso formativo ed educativo dei ragazzi.

A loro il lavoro più difficile: rispettare l’identità di ciascuno e – se può servire – anche assegnare compiti diversi.

Ogni bambino, ogni adolescente, infatti, ha bisogno dei suoi tempi, delle sue motivazioni!

Già in questo articolo avevamo visto quanto sia importante l’inclusione dei bambini (di tutti i bambini e ragazzi) e il ruolo fondamentale dei nonni nella funzione educativa a supporto della scuola.

Ecco cosa significa guardare davvero con attenzione ai bisogni di ciascuno dei bambini o adolescenti!

Giornalmente su IAMU raccontiamo le storie degli studenti (QUI ne trovi alcune): loro mostrano la faccia allegra della scuola, con tutta la loro unicità 🙂

Sono fantastici.

E ci riempiono di entusiasmo per il nostro lavoro (ECCO cosa facciamo realmente).

Partendo da qui, da questa attenzione personalizzata, a livello ministeriale si sta già sperimentando (è in corso in alcune scuole) la cosiddetta classe capovolta.

Cos’è una classe capovolta?

È una classe in cui gli alunni portano le proprie conoscenze e gli insegnanti mettono ordine!

Ecco la video-intervista.