Mi chiamo Roberta Mafrici e ho 19 anni.

Sono una delle tante studentesse de L’Orientale di Napoli. Mi trovo in una città inizialmente del tutto sconosciuta.

Mi sento un po’ più vicina a casa e al mio recente passato quando a lezione qualche prof chiede: «Chi ha frequentato il liceo classico?».

Eccomi, sono proprio io.

Oggi studio lingue e culture comparate. Tra i vari corsi che propone il mio ateneo, non avrei potuto scegliere altrimenti, dopo l’iter scolastico affrontato. Non avrei mai potuto abbandonare né la storia né la letteratura che, attraverso il liceo e l’interesse personale, mi hanno avvicinato alla scelta del francese e del russo: due lingue affascinanti con una cultura ricca e raffinata.

La scelta della mia facoltà, in realtà, inizia dalle elementari.

Un giorno mi innamorai follemente della lingua inglese.

Tant’è che tornando a casa espressi il desiderio di voler diventare insegnante di inglese… oltre che istruttrice e campionessa olimpionica di equitazione, nonostante avessi un anno solo di esperienza… ma da piccoli si è molto fantasiosi 🙂

Col tempo, la passione per l’inglese è andata scemando, ma, fortunatamente, quella per le lingue è cresciuta sempre più!

Il liceo spesso dà l’impressione che potremmo fare qualunque cosa (o forse nulla) e ci si ritrova alla fine del quarto anno con la paura di non trovare una soluzione a questo apparente dubbio esistenziale.

Spesso una risposta si trova guardando al passato, indietro nel tempo: a quel primo desiderio sviluppato durante l‘infanzia.

No, non mi sono data all’ippica – magari… mi sarebbe piaciuto – ma mi sono iscritta alla facoltà di lingue con un desiderio un po’ più grande di me: diventare un diplomatico.

Al momento ho messo da parte qualsiasi ipotesi su ciò che potrei diventare.

Preferisco cullarmi sull’idea di essere relativamente piccola per pensarci, ma soprattutto perché materie come storia della russia e letteratura francese mi hanno preso talmente tanto da non volerle più abbandonare in futuro.

Persino le tanto temute linguistica generale e filologia romanza, dove mi ritrovo con una lavagna piena di parole greche e latine, non mi spaventano più come al liceo.

Anzi.

Mi fanno sorridere e comprendere che ciò che ho scelto e sono diventata lo devo ai percorsi intrapresi fino ad ora.

Mi trovo a Napoli e qui non c’è solo l’università. Per quanto riguarda la vita da fuorisede, è ancora un’avventura abbastanza strana: non ci sono più i genitori e bisogna assumersi nuove responsabilità.

Adesso c’è la pasta che scola assieme all’acqua di cottura e alla voglia di cucinare, quel maglioncino tanto amato che diventa grandezza bambolotto (ahime!) e tanti altri errori e incidenti di percorso.

Per fortuna si può sistemare tutto con una bella pizza e un buon babà in compagnia dei miei compagni di avventura (alias i miei amati coinquilini) che diventano una seconda famiglia nelle piccole cose quotidiane e nei momenti di nostalgia.

Perché non mancano, anche se cerco di nasconderli bene.

Io ho fatto questa scelta spinta dalla mia voglia di viaggiare e conoscere. Adesso non mi resta che augurare, a chi ancora non ha idea su che percorso intraprendere, di trovare la propria strada, secondo le proprie inclinazioni e i propri desideri.

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