Riaprite lo sport a tutti i livelli: l’appello di Mara

Lo sport è vita, è stare bene con sé stessi e con gli altri, è il migliore “vaccino” per combattere il vuoto e la solitudine di questo tempo. L’Sos lanciato da Mara: ne va della salute mentale delle persone.

Sono Mara, ho 42 anni, vivo a Reggio Calabria e nella vita mi occupo del benessere fisico delle persone. Sono un’istruttrice e personal trainer.

Lo sport è parte integrante della mia vita e ha avuto sempre un ruolo fondamentale durante tutta la mia adolescenza, per poi diventare il fulcro delle mie giornate. Sin da bambina, infatti, ho praticato tantissimi sport sia a livello dilettantistico che agonistico: dalla danza ritmica alla pallavolo, dal tennis all’equitazione fino ad arrivare alle nazionali con il ballo di coppia, svolgendoli tutti con il massimo impegno e dedizione.

Tutte queste esperienze mi hanno portato 21 anni fa a scegliere lo sport come professione per la vita, a farlo diventare un lavoro insomma.

Insegno, o forse sarebbe meglio dire insegnavo, fino allo scorso anno in tre palestre della mia città.

Io infatti, insieme a tante altre persone, sono a casa ormai da 6 mesi.
Basti pensare che l’ultima restrizione adottata, con conseguente chiusura del nostro settore è arrivata in un tiepido pomeriggio di fine ottobre del 2020.

Lo ricordo benissimo quel pomeriggio: è stata l’ennesima doccia fredda, indelebile sulla pelle come un tatuaggio. Ma, nello sport come nella vita l’importante è non mollare!

Nel primo lockdown eravamo tutti ovattati dentro i nostri sentimenti poiché non sapevamo a cosa andavamo incontro: eravamo pervasi da paura, timori, incapaci di comprendere veramente quello che ci stava accadendo.

Ma, nello stesso tempo io e i miei allievi siamo stati ligi al dovere, immaginando che presto saremo tornati nelle nostre sale a fare lezione.

Insegno ginnastica dolce ad affettuose persone della terza età, in tutto questo tempo ci siamo supportati a vicenda e nel mio piccolo li ho aiutati a superare le paure.
Con le splendide donne degli altri corsi abbiamo cercato di incontrarci tramite social e lì dedicare tempo per qualche esercizio.

L’allenamento tramite videochiamata in realtà è stata solo una scusa per vedersi, un allenamento dal valore del tutto motivazionale.

Al di là di qualche momento di svago, durante il lockdown, le giornate trascorrevano inesorabilmente lente. Ero abituata a vivere giornate frenetiche. Il tempo a volte sa essere cinico. Nel corso delle giornate capitavano situazioni che mi portavano in uno stato di passività demoralizzante, non sapevo cosa fare, non sapevo che senso avesse tutto questo. C’erano istanti così pieni di silenzio da provocarmi disagio, istanti che mi riportavano alla mente la paura e l’incertezza dei giorni a venire. Credo che anche tu puoi capirmi e rivederti in quello che dico.

In tutto questo per fortuna non sono mai stata sola. C’era la mia famiglia a starmi accanto e farmi compagnia nei mesi più bui. Specialmente i miei splendidi figli hanno riempito le mie giornate: due ragazzi adolescenti e una femminuccia dolcissima. Anche loro, come me, hanno risentito dell’impossibilità a poter praticare sport.

Tutti e tre praticano il nuoto: i ragazzi più grandi fanno parte di una squadra a livello agonistico e l’improvvisa chiusura delle piscine è stata di forte impatto per loro. Come me, erano abituati e a fare sport tutti giorni e più di me hanno sentito la mancanza di quella quotidiana. Li vedevo allenarsi per casa e in giardino in qualsiasi modo gli fosse possibile pur di non perdere l’abitudine. E chi ha un nuotatore in casa sa a cosa mi riferisco.

Quando parlo di mancanza, di abitudine, non intendo solo la semplice routine per mantenersi in forma ma, il sentirsi in forma, cioè lo stare bene con sé stessi e con gli altri. Spesso la quotidianità può stressarci e lasciare poco tempo da dedicare a noi stessi e in questo lo sport aiuta non soltanto dal punto di vista fisico ma anche mentale.

Fare sport significa anche stare insieme agli altri in allegria in ambienti dove, almeno per quell’arco di tempo, le tensioni svaniscono.

Per i miei figli l’ambiente del nuoto è diventato una seconda famiglia: passano molto tempo in piscina ad allenarsi, con gli altri atleti si sono creati rapporti fraterni, non c’è astio o invidia. Anzi si supportano a vicenda e si divertono. Credo che sia il loro momento preferito della giornata in cui poter staccare dalla quotidianità e dai doveri scolastici.

Almeno loro, seppur da poco tempo, hanno ripreso ad allenarsi essendo sportivi a livello agonistico, mentre io ancora dovrò “aspettare il mio turno”. Questa storia mi ha insegnato che accadono cose più grandi di me e che a volte posso avere solo tanta pazienza e speranza.

Ho affrontato questa mancanza di libertà a denti stretti, ma con il cuore aperto alla vita.

Oltre all’allenamento in questo periodo mi sono occupata a tempo pieno della mia famiglia e ho aiutato i miei figli a superare le problematiche relative alla didattica a distanza gestendo tempi e spazi fra tutti e tre. Ho trascorso le mie giornate anche dedicandomi all’arte culinaria, di cui sono appassionatissima sperimentando nuove prelibatezze e facendo delle coccole sfrenate ai nostri amici a quattro zampe che vivono con noi. Gli unici a non rendersi conto di nulla, ma a godersi tutto il nostro tempo tanto “bramato”. Così tra un film, un buon libro, risate e qualche immancabile preoccupazione ci siamo fatti forza a vicenda.

Tutt’oggi mi mancano i sorrisi dei miei allievi, gli abbracci, i consigli sull’alimentazione, i dolorini del lunedì mattina. Dopo la pandemia secondo me non sarà facile tornare alla normalità. Non si potrà tornare subito a fare lezione con lo stesso numero di persone di prima. Tutto sarà molto più lento e graduale, mettendoci ancora a dura prova. Sono convinta che sarà prezioso il contributo che lo sport darà alla ricostruzione soprattutto mentale di tante persone.

Quindi lancio un SOS: riaprite al più presto lo sport in tutte le forme e a tutti i livelli!

Scattata nell’ennesimo giorno di chiusura, questa foto mostra quello che definisco il mio mondo. Un mondo fatto di amore e spensieratezza. Un mondo che ormai è in bianco e nero e spera presto di rivedere la luce e tutti i suoi colori.
Giada Maria Priolo
Sono una studentessa di Comunicazione e Dams. Mi piace la pubblicità. Le mie passioni sono la fotografia, il cinema, i libri. Amo viaggiare e vedere opere d'arte. Sono dolce, ma anche puntigliosa, ci tengo a quello che faccio. Il mio motto: "Fai in modo che succeda".

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