Ennesima sveglia di buon mattino, ricca colazione e visita all’emblema di New York: la statua della libertà. Dal nostro hotel prendiamo la metro e andiamo verso battery park, da in battello fino alla statua della libertà (prima) e a Ellis island (dopo). In quest’ultima isola portavano gli emigrati che venivano sottoposti a duri controlli per poi essere ammessi nella grande mela. Noi senza essere sottoposti ad alcun tipo di duro controllo torniamo sulla terra ferma e andiamo a Wall Street. È il posto dove probabilmente si decidono ogni giorno le sorti economico-finanziare del mondo intero. E noi ci siamo dentro! Il simbolo di Wall Street è il toro che indica la forza della borsa, il momento dell’apice degli affari.

Quindi visitiamo un altro luogo simbolo, che dal 2001 è tragicamente entrato nei nostri libri di storia: il luogo dove una volta c’erano le torri gemelle. Al posto delle torri ci sono due cascate il cui perimetro corrisponde alle costruzioni andate distrutte. Lungo i bordi di queste enormi vasche sono incisi i nomi di tutte le persone che sono morte in quel tragico giorno. Due cose ci hanno colpito. La prima: una scritta che ci ha fatto venire i brividi! Subito accanto al nome di una donna morta si trova scritto “…And Her unborn child”. Era una donna incinta. La seconda: il governo degli Stati Uniti “incastra” una rosa bianca nel nome della persone che quel giorno avrebbe fatto il compleanno. Abbandoniamo la storia e la memoria per concederci una passeggiata fra i negozi della quinta strada. Alcuni sono davvero inaccessibili. Alla sera decidiamo di rifocillarci andando a mangiare all’Hard rock. L’hard rock di New York è un vero e proprio museo musicale. Il giorno successivo un altro museo ci ha interessato, quello di arte moderna più importante del mondo: il MOMA. Non che ci abbia capito granché… questo museo racchiude e rispecchia al meglio quello che nell’immaginario collettivo è la grande mela: non il passato, non il presente ma il futuro. Ma questa è un’altra storia! [continua]

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