Da quando ho iniziato la mia esperienza di giornalista, mi ha fatto sempre un certo effetto accostare questi due termini: minori e carcere.

Eppure…

Eppure esiste una linea sottile che divide la vita dentro le mura di un carcere con la vita fuori, quella della libertà.

Vale così anche per i più giovani.

I tribunali, così come gli ospedali, sono luoghi che mettono a disagio i minori.

Sono ambienti difficili, in cui la persona (soprattutto durante un interrogatorio) viene messa a dura prova.

Ecco perché Giovanna Campolo, medico e presidente del club tutto femminile Soroptimist, ha voluto dedicarsi a questi ragazzi.

Cosa ha fatto di speciale?

Ha contribuito alla realizzazione di un’aula con tanti colori.

Sembra una stanza qualunque di un luogo piuttosto accogliente e positivo.

Eppure è l’aula degli interrogatori di un tribunale, quello per i minorenni.

Molto diversa dalle tradizionali aule – fredde e grigie – in cui in genere si tengono questi interrogatori.

Quando ho incontrato Giovanna Campolo mi ha spiegato che questo tipo di strutture aiutano il minore a essere collaborativo, a non chiudersi nel suo “riccio” che il più delle volte è fatto di paura e vergogna.

Il percorso giudiziario può essere caratterizzato dalla collaborazione se ci si trova in un ambiente più a misura dei ragazzi.

Ecco come nasce questa idea.

Pensando al minore che ha sbagliato come una persona, sempre e comunque.

Bisognosa di essere protetta e aiutata.

Ecco il video con le immagini di questa aula molto particolare.