Marco Meduri, dell’Istituto “Panella-Vallauri” di Reggio Calabria ha vinto il premio intitolato alla figura di don Italo Calabrò, sacerdote che tanto ha lavorato con i giovani negli anni 70-90 e scomparso prematuramente 25 anni or sono lasciando un ricordo indelebile nella comunità reggina e nel mondo della scuola.

Su IAMU, Marco racconta la sua esperienza, come ha conosciuto la figura di questo prete molto amato. E adesso ha un sogno nel cassetto: diventare insegnante per trasmettere quei valori dell’impegno sociale, dell’attenzione agli ultimi, del non cedere ai soprusi che ha imparato seguendo l’esempio di don Italo.

Pubblichiamo alcune righe del suo elaborato:

“Non ho avuto la fortuna di vivere e percepire la grandezza di Don Italo, non ho avuto la possibilità di calpestare i prati e camminare sulle strade dei suoi tempi e, tanto più, non ho potuto osservare i cambiamenti istantanei che ha suscitato in tante persone che ancora oggi lo ricordano con lo stesso vigore e la stessa passione della prima volta.

Ma sto avendo la fortuna di possedere un’occasione: quella di conoscerlo. Non personalmente, non direttamente ma osservando i risultati. E’ come non aver visto il seme di un albero ed ogni giorno aver consultato che crescesse bene e sano. Ma precipitarmi sulle radici ormai fondate e concretizzate sotto il terreno, di apprezzarne la robustezza, le foglie ed i rami ma, soprattutto, godere ed osservare dei suoi frutti.

È una contemplazione diversa ma che offre i suoi vantaggi. Ed io ne sono rimasto colpito.

Da credente, da cristiano, da giovane-adulto che basa la propria vita sui principi biblici, vivendo, tra le tentazioni e le deviazioni, una realtà dura e provocativa, ma che fa leva su uno spirito fortemente dettato dal timore di Dio, spero. Di una speranza lottatrice come quella promossa da Don Italo ai giovani.

Spero nelle piccole opere, che sommate diventano enormi capolavori. Spero nell’ascolto e nella perseveranza, poiché “[…] il giusto cade sette volte […]” ( Proverbi 24:16). Aspiro, principalmente, all’annidarsi della verità in ogni singolo uomo affinché possa stabilire un perfetto equilibrio tra gli aspetti terreni e quelli spirituali, e quindi assicurare un soggiorno migliore, quasi involontariamente, a chiunque incontri lungo il suo cammino.

Aspiro non alla pace ma alla serenità. Credo fermamente che le cose possano sempre migliorare e Don Italo ne è testimonianza. Egli è arrivo e punto di partenza dei percorsi principali riguardanti molti settori della nostra vita. Credo nel progresso. Sostengo che, per accertarsi di una vita senza intoppi e per rivendicare, ed ottenere, la reale libertà e non quella comunemente inculcata o mal interpretata, si debba premiare l’istruzione.

Un’istruzione complessiva che passa sicuramente, in prima fila, dalla Bibbia. Non un libro qualunque ma Il Libro. I principi e quanto rilasciato dalla vita di Don Italo sono d’esempio e di utilità per ognuno di noi.

Bisognerebbe immergersi nell’oceano dell’imitazione, nuotando verso figure come Don Italo Calabrò e riemergere per riposare sulle barche della conoscenza e della saggezza come La Bibbia ed i suoi contenuti”.

Premiazione Panella don Italo

Un momento della premiazione al Consiglio regionale della Calabria

Qui la versione integrale del testo di Marco, che gli è valso il primo posto nel concorso indetto dal Centro Comunitario Agape con il Consiglio regionale della Calabria.

La commissione esaminatrice dei lavori prodotti dagli studenti dell’ITIS “Panella-Vallauri” di Reggio Calabria ha dovuto faticare per stabilire una graduatoria: tante, infatti, le idee proposte, tutte di grande valore, come questa immagine-locandina che ricorda alcune frasi significative che don Italo ha lasciato come testamento spirituale.

Manifesto don italo

Ecco il video – realizzato da IAMU – con le testimonianze dei giovani che pur non avendo conosciuto don Italo, portano avanti i suoi valori, proseguendo idealmente l’opera educativa del sacerdote reggino.