Cosa volevi diventare da grande prima di iscriverti alla Facoltà di Scienze Economiche?

Il veterinario. Da piccolo, essendo io ben curato e aiutato dalla mia famiglia, avevo il “pallino” di salvaguardare chi (pensavo) avesse bisogno di maggiori attenzioni. Nella mia testa da bambino, credevo che gli animali, non avendo modo di esprimersi, non riuscivano a trasmettere le loro necessità.

Volevo essere come il dottor Dolittle, ma in realtà ero l’incubo degli animali del mio cortile!

 

Perché hai scelto questa Facoltà?

Crescendo, ho imparato che le persone, ancor prima degli animali del mio cortile, avessero bisogno di maggiori attenzioni (cosa che credo tutt’ora).

Pensavo (e penso) agli emarginati, ai poveri, alle persone senza un lavoro e a quelle con troppo lavoro, ma comunque con pochi spiccioli in tasca.

Pensavo al povero Sud Italia, alle differenti economie mondiali. Nel 2013, quando mi sono iscritto per il corso di laurea triennale, i telegiornali erano ancora pieni di notizie sulla crisi dei debiti sovrani, il sistema finanziario era collassato qualche anno prima, la disoccupazione cresceva così come la povertà.

Seguivo i TG ma non capivo niente, volevo saperne di più.

Cosa hai imparato di nuovo grazie a questa Università?

Una su tutte: leggere un giornale economico. Saper leggere e capire un giornale economico vuol dire
riuscire a comprendere diversi concetti economici ed avere una precisa visione del mondo.

Dal lato umano invece, il confronto con i professori (il più delle volte maestri di vita) mi ha fatto crescere
moralmente, recuperando autostima e sicurezza.

Il confronto con gli studenti di università straniere (tramite viaggi studio, erasmus e altre attività di rilevanza internazionale) mi ha permesso di conoscere nuove culture, metodi e tecniche di apprendimento.

L’incarico di rappresentante degli studenti del corso di laurea in Scienze economiche, oltre ad avermi responsabilizzato, mi ha permesso di capire ancora meglio le dinamiche universitarie e gli enormi sacrifici di chi sta dietro la macchina organizzativa di questa splendida istituzione.

Adesso che sei cresciuto quali sono i tuoi progetti?

In questo momento sto continuando gli studi, sempre alla Mediterranea, seguendo il corso magistrale in
Economics. Quando finirò, spero di poter continuare ancora a studiare e magari, un giorno, poter
insegnare.

Non nascondo che mi piacerebbe iniziare un’attività imprenditoriale, viste le infinite ricchezze che promette questa terra e viste le conoscenze apprese durante gli insegnamenti, i corsi di formazione e di indirizzamento imprenditoriale svolti all’università.

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe intraprendere questa strada?

Di non commettere l’errore di studiare solo per laurearsi, ma di studiare per imparare.

Solo così gli studenti avranno maggiori risultati e si distingueranno nel mercato del lavoro. Non si può non sfruttare la preparazione e la disponibilità dei docenti della Mediterranea!

I corsi sono innovativi e proiettati verso il mondo del lavoro, le attività a supporto delle lezioni sono fondamentali per la comprensione degli argomenti trattati, così come tutte le attività extracurriculari.

Siate presenti all’università, frequentate le associazioni e i gruppi studenteschi, scrivete per i giornali dell’università e, se lo ritenete, fondatene altri!

Confrontatevi tra di voi e dimostrate quanto valete. Non è vero che le università del Nord offrono di più, lasciate perdere chi dice questo.

Non sottovalutatevi, valiamo molto più di quello che ci fanno credere e le recenti classifiche ce ne danno atto. Abbiate fiducia!