È un’amara sorpresa per i genitori scoprire che i propri figli giunti alle soglie dei dodici-tredici anni cambiano rapidamente, sviluppando una personalità più complessa. Un cambiamento rapido che provoca un senso di smarrimento da entrambe le parti, genitori e noi figli.

La scuola può e deve sostenerci in questa difficile fase

perché offre un luogo intermedio tra l’intimità della famiglia e le grandi opportunità della società. Insomma, una via di mezzo che ti spinge a metterti in gioco al di fuori dell’ambiente in cui hai vissuto per anni.

Io credo che la scuola debba essere un luogo di molteplici stimoli e non solo stressanti in senso negativo. Dovrebbe essere un luogo che ti stimola ad apprendere, a ricercare. Dovrebbe favorire i rapporti fra noi coetanei e non solo nello studio di gruppo…

Penso che la scuola debba essere anche amicizia, dialogo!

Noi ragazzi viviamo spesso momenti ed esperienze simili, proviamo le stesse identiche sensazioni quando ci sentiamo in difficoltà.

Essere adolescenti  vuol dire essere molto fragili (anche se a volte cerchiamo di nasconderlo). Ci sentiamo molto spesso in difficoltà perché facciamo fatica a credere che i genitori capiscono il nostro malumore, la nostra insoddisfazione. Pensiamo immediatamente di essere sopraffatti da questi sentimenti che a volte non sappiamo nemmeno spiegare.

Questo è uno dei motivi per cui desideriamo amicizie e rapporti con i nostri coetanei, il senso di incomprensione ci impone il bisogno di  nuovi rapporti con amici o con gruppi di coetanei dove possiamo capirci e sostenerci a vicenda.

Uno dei vantaggi più grandi? Il rapporto con i docenti,

ho un forte legame con loro: non percepisco quella forte distanza che c’era una volta tra insegnanti e alunni. Ci confrontiamo ogni giorno, durante qualche  conversazione ridiamo e scherziamo insieme mantenendo sempre rispetto ed educazione reciproca.

Con qualcuno di loro so di poter parlare di difficoltà e problemi che affronto, è un’opportunità che non tutti hanno e mi reputo fortunata. Anche al di fuori della famiglia so sempre di potermi confrontare con un adulto che può comprendere le mie difficoltà e darmi qualche consiglio.

 

Chiara Iaria
4DSU
Liceo delle Scienze umane