Valeria è una (ormai ex) studentessa del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

Mi racconta come la scelta che lei ha fatto dopo la scuola (una scelta difficile in quel momento)… beh, le ha cambiato la vita!

Le ha aperto la strada verso tante opportunità, iniziando a immaginare soluzioni e idee utili per il territorio dove è nata e cresciuta.

E per il suo futuro, naturalmente.

Cosa volevi fare da grande prima di iscriverti alla Facoltà di Agraria?

«Non ti nego che “tecnologa alimentare” non sarebbe mai stata la prima risposta che avrei dato, anche perché da adolescente non conoscevo questo genere di figura professionale.

In realtà, durante gli anni di liceo non sapevo esattamente cosa volessi fare da grande, ma sicuramente il settore scientifico è quello che mi ha da sempre affascinato e verso il quale ho manifestato una curiosità crescente nel tempo».

Ok, le scienze ti piacevano… ma perché proprio questa facoltà?

[Ride] «Ripensando al momento della mia scelta universitaria, mi viene da sorridere! Le piante e la fotosintesi clorofilliana non erano di certo il mio forte al liceo, tanto che più volte ho ripetuto a me stessa che mai e poi mai avrei continuato a studiare questi argomenti. Eppure dopo qualche anno mi sono trovata catapultata in un mondo “green”!

Com’è strana la vita!

Credo che ciò che mi abbia spinto a scegliere il Dipartimento di Agraria di Reggio Calabria e, in particolare il corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari, sia stato non solo il mio forte interesse verso le discipline scientifiche ma, soprattutto, la passione verso il cibo e verso questa terra a forte propensione agricola.

Un piano di studi che approfondisse a 360 gradi il settore agro-alimentare e fornisse una piena conoscenza in materia, “dal campo alla tavola”, era proprio quello che faceva al caso mio».

Cosa hai imparato di nuovo nel percorso universitario al Dipartimento di Agraria?

«Al termine degli studi universitari sono venuta a conoscenza di nuovi aspetti riguardo i processi di produzione degli alimenti: quali siano, ad esempio, le reazioni chimiche che avvengono nel corso dell’estrazione dell’olio di oliva o quale sia la differenza tra Grana Padano e Parmigiano Reggiano, il miglior modo di confezionare e conservare gli alimenti per evitare inutili sprechi e permettere una loro maggiore durata nel tempo, garantendo qualità e sicurezza dei prodotti sul mercato.

Dopo cinque anni di studi, posso affermare che dietro ciò che mangiamo si nasconde un mondo basato su equilibri chimici, ricerca, sperimentazione e tanto altro: il tecnologo alimentare è, infatti, l’interfaccia garante tra il produttore ed il consumatore, capace di coniugare qualità, salubrità, innovazione e marketing.

E poi… c’è la crescita personale, grazie al ruolo di rappresentante ricoperto negli ultimi due anni, che mi ha permesso di creare un dialogo quotidiano e confrontarmi sempre più da vicino con colleghi e professori. Una bella sfida!».

A proposito di sfide: ormai sei diventata grande. Che progetti hai per il futuro?

«C’è una… direi la domanda di rito con la quale mi sono scontrata più volte appena terminata la sessione di laurea!

E adesso????

Da neolaureata non mi sento di dare una risposta certa sul mio futuro lavorativo, soprattutto perché non voglio precludermi alcun tipo di possibilità: il mondo della ricerca è la strada che più mi affascina.

Intanto perché potrei continuare a formarmi e poi mettermi in gioco condividendo nuove idee.

In futuro… bah, mi piacerebbe continuare ad ampliare il mio bagaglio culturale nel settore agro-alimentare.

Ovvero continuare a STUDIARE. Non si finisce mai, sappiatelo!!!

Mi piacerebbe anche una formazione sul campo, che mi permetta di mettere le “mani in pasta” e successivamente divulgare ciò che ho imparato.  Credo molto in una nuova visione del mondo con uno stretto rapporto tra l’uomo e l’ambiente, spesso trascurato».

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe intraprendere questa strada (o magari l’ha appena intrapresa)?

«Di vivere a pieno i prossimi anni, in tutta la loro fatica e bellezza!

Poi di frequentare le lezioni (importantissimo).

Ci saranno alti e bassi come in tutte le cose della vita: la passione verso l’agricoltura e il buon cibo ti spingerà a continuare e a voler sapere sempre di più.

Sta crescendo l’interesse verso questo settore con studi sempre più all’avanguardia, che ti porteranno fino al cuore della tecnologia alimentare, alla scoperta di quei piccoli ma rilevanti fattori che la governano.

Avrai, inoltre, la possibilità di incontrare professionisti che ti sapranno supportare nei momenti più critici, quali le prime esperienze in laboratorio e la stesura della tesi, affiancandovi al meglio. Sarà divertente!».