In questo momento, mi trovo seduta di fronte ad una mia foto da piccola. La sto osservando, credo da un po’: il raggio di sole che prima mi accarezzava, ora ha cambiato direzione. Nella foto mi trovo nel salone di casa e, mentre la tengo in mano, mi guardo intorno cercando negli stessi oggetti il mio mondo di bambina, perché quello in cui vivo adesso, non è certo lo stesso.

[…] Caro diario, con la mia penna in mano, di getto, ti scrivo perché sto pensando a tante cose e l’unico modo nel quale esse trovano sfogo, sono le tue pagine che da bianche si lasciano dipingere da mille parole, che, una dopo l’altra, danno vita ai miei pensieri. Stavo pensando all’adolescenza, anche se non mi piace chiamarla così, perché ha l’aria di qualcosa di troppo specifico e non lo è. Ognuno di noi ha vissuto, vive o vivrà questo periodo in modo personale; non è legge che debba essere una fase della nostra vita che ricorderemo come bella, neppure il contrario ma credo che, per quel che siamo, valga la pena viverla. Adolescenza non è solo quello che ci viene spiegato dagli adulti o mostrato alla tivù, neppure il vocabolario può chiarirne il significato perché deve essere vissuta.

Perciò, caro diario, non voglio credere che si tratti solo di un intervallo nel quale si cresca o si scopra la propria personalità, perché per me adolescenza è musica, poesia, amicizia, scuola; è illudersi, innamorarsi, vedere per la prima volta una persona e credere che sia l’amore vero; adolescenza è anche contare i giorni mancanti alle vacanze estive, le passeggiate mano nella mano per la città, i baci rubati o innamorarsi della luna nelle sere d’estate; l’adolescenza è, altre volte, non accettarsi di fronte allo specchio, avere continue guerre in mente, ma sorridere sempre, è sentirsi incompresi, sbagliati o semplicemente confusi.

Beh, detto così, può sembrare una completa catastrofe esistenziale, invece è la cosa più bella che sia stata donata: è “la vita”! A volte si sente parlare di piccole o grandi battaglie che non vengono dichiarate; battaglie segrete, condotte per accettare se stessi o farsi accettare; io, però, vorrei che, per una volta almeno, lasciassimo cadere tutte queste armi, che omologano noi adolescenti gli uni agli altri, rendendoci parte di un unico quadro uniforme e monocromo.

Quindi, caro diario, per quel che sono, l’adolescenza è un dipinto di piena estate, ricco di colori e di sole che illumina la mia vita in fieri.

Adesso devo andare, perché scrivere è bellissimo, ma vivere è ancora più bello.

Nina Latella

II A Liceo Classico “T. Campanella”