Benvenuti nel ventunesimo secolo, periodo in cui pensare con la propria testa è un optional. I giovani si adeguano a stili, atteggiamenti comportamentali, mode, che vengono ordinati da qualcuno superiore a essi e se non ti adegui a ciò vieni criticato in maniera davvero morbosa, forse costoro si reputano persone con pensiero conformista. Ma per me non è così. Questa parola, secondo il mio punto di vista, assume un doppio significato.
Da un lato oriento il conformismo al voler farsi notare perennemente dalle persone, da un abito nuovo visto in televisione, un’usanza vista su internet ecc… Non capisco che cosa ci trovano ad attenersi in questa maniera, perché non sanno manifestare il proprio pensiero? Forse vengono comandati a bacchetta a essere sempre uguali? E se invece provassero a guardarsi allo specchio cosa vedrebbero? Secondo me, solamente una folla di persone uguali, in ogni singola sfaccettatura che restano immobili al loro riflesso. Invece un altro che non si adegua a tutto ciò e prova a specchiarsi vedrebbe, a mio parere, un volto sorridente perché è se stesso! L’essere se stessi ti apre un mondo, perché pensi con la tua testa non con quella di uno sconosciuto che ti impone di pensarla in quella maniera. Ecco, il secondo e vero significato dell’essere (anti)conformista, uscire dagli schemi, rompere il muro che ostacola la tua via per raggiungere il grande traguardo di essere se stessi. E poi… Ci sono io. Un ragazzo di diciassette anni che si limita ad essere se stesso e guardare quanto sia maledettamente uguale il mondo che mi circonda. A volte penso di trovarmi in un immenso cerchio, io sono un puntino nero insignificante e sono circondato da altri puntini tutti dello stesso colore ma è bene ricordare che anche un solo punto può fare la differenza. Il mio non seguire mode o tendenze non mi porta a sentirmi emarginato oppure escluso. Certo a volte succede, ma se Dio ci ha donato un intelletto e la capacità di pensare perché non le sfruttiamo? Io sono un ragazzo che ama pensare in grande, rendere i miei sogni realtà, saper combattere per difendere le mie ragioni, non mi importa di ciò che pensa la gente, può essere la mia opinione contro quella del mondo intero ma per me, fino alla fine, vale sempre il mio pensiero. Ecco credo che questo sia il significato “celato” dell’essere conformista o anticonformista, uno può decidere di essere influenzato psicologicamente da qualcuno o qualcosa oppure pensare diversamente dagli altri e portare avanti le proprie idee. Essere anticonformisti non è una scelta cattiva, io stesso mi reputo così perché rifletto col mio cervello e so guardare tutto al di là dell’orizzonte. Perché oltre il mondo continua e questo orizzonte lo possono varcare solo persone che la pensano come me. Gli altri rimangano pure come sono, perennemente uguali.

Andrea Currò 3AH – Ist. “Panella-Vallauri” di Reggio Calabria