Il primo viaggio non si scorda mai, specialmente se diventa un’esperienza emozionante sotto ogni punto di vista!

Partii per Dublino che avevo 16 anni.

Un’opportunità per studiare inglese all’estero per 15 giorni.

Chi me l’ha consigliato? I miei fratelli.

Mi consigliarono di scegliere l’Irlanda.

Il mio primo “vero” viaggio 🙂

Il volo Reggio-Roma fu il cosiddetto battesimo del volo… il mio primo volo con l’aereo.

Da solo, avrei incontrato gli altri ragazzi a Roma, da lì in poi gli accompagnatori ci avrebbero guidato per tutto il viaggio.

Quando arrivai all’aeroporto della Capitale, ero tanto emozionato quanto preoccupato, non conoscevo nessuno, l’intero gruppo era formato da ragazzi provenienti da tutta Italia.

Tutti adolescenti… cominciammo a scambiare qualche parola mentre eravamo tutti lì, in attesa del volo che ci avrebbe portato a Dublino.

I primi momenti di questa avventura li ricordo benissimo, così come ricordo gli ultimi istanti che racconto in questo post, oppure di quando conobbi il cuoco del college: UN ITALIANO!

Fu un viaggio piacevole, mi piacque subito il college che ci ospitò, il “Trinity Hall College”.

Un posto bellissimo, aveva grandi spazi di fronte agli edifici, simili a piazzette, che diventarono i luoghi preferiti di noi ragazzi (italiani e non), dove stare insieme e scherzare nel tempo libero.

Ci sistemammo nelle stanze, ogni piano era diviso in appartamenti, ognuno dei quali aveva uno spazio comune e delle camere da letto singola.

La compagnia era bellissima.

Ragazzi simpaticissimi e un accompagnatore – il medico del gruppo – un tipo giovane e molto divertente.

Ricordo in particolare un ragazzo un po’ più grande di me: aveva un accento del Nord e parlava anche con la “R” moscia.

Veniva da Ferrara, con quella “R” moscia mi son dovuto trattenere delle risate.

Prima visita alla città il giorno seguente, dopo la colazione.

La zona dove era situato il college era meravigliosa, una zona residenziale, ogni edificio si affacciava su viali bellissimi, quasi tutte le abitazioni erano costruite con mattoncini rossi e di fronte a ognuna di esse si trovava uno spazio verde, curatissimo e pulito.

Che dire… mi innamorai subito di quel posto.

Dublino era davvero affascinante.

Sembrava di essere in un altro mondo, rispetto a quello che conoscevo.

E non fui l’unico ad apprezzare la bellezza di quel luogo.

Ciò che mi colpii veramente? “Temple Bar”, un quartiere caratteristico del centro, un luogo di ritrovo per tantissimi artisti di strada, specialmente musicisti.

In un momento di pausa, mi trovavo insieme agli altri ragazzi e vidi un giovane che suonava la chitarra elettrica: ho scattato una foto in bianco e nero, la conservo ancora… e ora la condivido con i lettori di IAMU!

Mi ricorda molto di quel posto. Tornammo in serata, la mattina dopo avremmo cominciato a frequentare le lezioni. Siamo appena all’inizio. [continua]