Da reggino (ed ex-studente del liceo “Leonardo da Vinci”) non posso che essere orgoglioso del risultato ottenuto da Alessia Barreca.

Da storico, invece, non posso non prendere spunto da questa splendida vicenda per tirare fuori un argomento di storia.

Alzi la mano chi sapeva che il primo medico donna (di cui abbiamo traccia con qualcosa di scritto) era proprio del sud Italia? Più precisamente di Salerno e si chiamava Trotula de Ruggieri.

Purtroppo non si sa molto della sua biografia, ma possiamo affermare – stando alle nostre ricerche – che sia vissuta intorno all’undicesimo secolo. Il cognome è quello di una nobile e ricca casata di Salerno (la quale donò in omaggio dei fondi da destinare alla costruzione del duomo cittadino) e, quindi, non dobbiamo stupirci se Trotula fu una delle poche mulieres (cioè donne) in grado di sostenere i faticosi ed economicamente dispendiosi studi (già da allora) necessari per diventare medico nella famosissima scuola salernitana. Inoltre, si sa che sposò un medico con cui ebbe almeno due figli (che divennero a loro volta medici… insomma ce l’avevano proprio nel “sangue”).

Mi hanno colpito due suoi scritti.

Uno sulle malattie prettamente femminili e uno sui cosmetici.

Aveva avuto una grande intuizione.

“Prevenire è meglio che curare”.

Una cosa non scontata nell’alto medioevo, dove spesso si viveva a contatto con gli animali domestici e non si pensava neanche minimamente all’esistenza dei batteri.

E poi l’attenzione tutta femminile per l’armonia del corpo da preservare tramite massaggi, bagni e una adeguata alimentazione.

E pensare che c’è qualcuno che ha considerato (e definisce) questo periodo una “epoca buia”.

Tutt’altro!

In questa occasione non mi soffermerò sul trattato di maggior importanza (che, comunque, è stato alla base degli studi sulla medicina femminile fino ad oltre il XIV sec. d.C.).

Mi incuriosisce di più la parte che tratta della cosmesi.

Ma come mai in un libro di medicina troviamo una intera parte dedicata al “trucco e parrucco”?

Facile la risposta: l’immagine di un corpo sano non poteva che riflettere salute!

In una società come quella medievale essere malati equivaleva ad essere emarginati.

Volete sapere allora come ci si truccava nel medioevo?

Con ricette a base di erbe o minerali per tingere i capelli di nero o di rosso, oppure schiarirli.

Preparati di erbe per l’igiene orale e oli profumati per la pelle.

Salassi, bagni di vapore fatti utilizzando una buca nel terreno come sauna e creme depilatorie (a base di calce viva!) con relativi unguenti per lenire le probabili ustioni chimiche (da tenere sempre pronte all’evenienza, mi raccomando).

Ok… chi bella vuole apparire, un po’ deve soffrire… però non esageriamo 🙂

Studiare la storia così può anche essere divertente!

Vi abbiamo dimostrato che dal nome del primo medico donna siamo passati alle creme depilatorie e ai colluttori di un tempo.

Ne abbiamo fatta di strada da allora, ma questa strada – secondo me – va conosciuta!