Il Brasile è un po’ più vicino se nella valigia ci metti quei suoni

Verde come i campi. Oro come ciò che luccica. Il secondo appuntamento musicale del Play Music Festival ha avuto come protagonista una valigia di suoni colorata di verde-oro, molto pesante e proveniente da un luogo lontano: il Brasile. Una valigia dal peso piuttosto considerevole perché conteneva una varietà di immagini e musiche egregiamente eseguite dal Trio da Paz.

Il trio, formato da Romero Lubambo alla chitarra, Nilson Batta al contrabasso e Duduka Da Fonseca alla batteria e percussioni, è insieme da 30 anni e infatti l’affiatamento e l’intensità con cui suonano «questi tre dei più quotati musicisti» brasiliani e si ritrovano dopo i vari assoli è immediatamente palpabile, percepibile nel Gran Salone delle Officine Miramare.

Nonostante la data infrasettimanale (essendo stata questa la prima del loro tour europeo) e la pioggia invernale, il pubblico è stato, come sempre, presente e caloroso. È entrato subito in una particolare sintonia con questi grandi musicisti che non si sono risparmiati e che non hanno nascosto la loro allegria nel fare e condividere musica – «pochi soldi ma felici» dice Batta durante il concerto.

Le loro improvvisazioni coraggiose e i loro ritmi imprevedibili, fatti di corde pizzicate delicatamente e casse battute freneticamente hanno affascinato e regalato un viaggio tutto sudamericano di visioni, sogni e ricordi. Una musica che è stata esempio perfetto non solo di contaminazione di culture diverse, ma di vera fusione tra i ritmi, il calore e anche la saudade della musica popolare brasiliana e la giocosità ed improvvisazione che contraddistinguono il jazz.

Il fine settimana vedrà le battute finali del festival e sarà ancora molto ricco. Sarà all’insegna di incontri, performance e per finire musica con il concerto conclusivo di sabato sera di Baba Sissoko e Luigi Masciari. Noi non ce li perderemo. E voi?