[segue] Appena arrivato in questo paesino di nome St George (situato a 600 km a west di Brisbane) entro nell’ostello ed incontro un ragazzo con il viso familiare, si chiama Manu ed è di Marina di Gioiosa Ionica (RC), ecco dove ci siamo visti, basket! Anni di partite giocate uno contro l’altro, tra la palestra detta “Scatolone” di Reggio Calabria e lo streetball a Siderno Marina (RC). È subito amicizia, d’altronde era il primo italiano che incontravo in un mese quindi potete immaginare che goduria ritornare a parlare con i termini che più mi appartengono. Comincia la stagione di raccolta cipolle, pagamento 41 dollari a bin (un bin 480-500 kg) e qui non funziona come in Italia, sei pagato a commissione «if you done make money if you are lazy bye bye»!

Le prime settimane sono state traumatiche tra il lavorare di notte per colpa del caldo, fidatevi in Queensland il sole è davvero forte (la leggenda narra che il buco dell’ozono sia sull’Australia) e stare 8-10 ore in mezzo ad un campo da solo, con le tue forbici e la tua voglia di fare è abbastanza demotivante. Però sinceramente sapevo che mi servivano questi 88 giorni, quindi cercavo di dare il massimo per guadagnare il più possibile.
Nelle ultime settimane ho guadagnato anche 205 dollari e a sera, tornato a casa, ero davvero felicissimo perché sapevo che avrei passato un meraviglioso Natale e capodanno in riva al mare! Ok, stagione delle cipolle finita durata dal 16 ottobre al 8 dicembre. Bellissima esperienza, un migliaio di dollari nel conto in banca, è ora di viaggiare. Prima tappa Brisbane, ah ho dimenticato di dirvi che viaggio da solo, perché così faccio quello che voglio senza dare conto a nessuno e imparo meglio l’inglese. Prima sera a Brissie esco ed incontro random alcuni miei ex “colleghi delle cipolle”: grande festa insieme. Per i due giorni successivi ho incontrato diversi ragazzi con cui ho condiviso la vita in farm e immaginatevi che cosa abbiamo potuto combinare in queste notti estive.
Il 24 dicembre alle ore 18 mentre correvo per il lungomare a Brisbane (foto a lato), arriva una telefonata sul mio cellulare: è Manu (il ragazzo di Gioiosa). Rispondo pensando mi volesse fare gli auguri e invece mi sorprende con un «domani Christmas lunch together». Era in arrivo a Brisbane, non ci saremmo più separati fino ad inizio gennaio. Dopo il boxing day (paragonabile al nostro giorno di Santo Stefano) io e Manu ci muoviamo alla volta di Surfers paradise dove c’era il compagno di beer pong Bart che ci aspettava (foto qui sotto). Mare, surf e serate per una settimana con il main event a Capodanno. Il 2 gennaio mi muovo sempre con Manu verso una località poco conosciuta di nome Byron Bay, famosa in Australia per essere il centro hippy dell’isola. Solita vita vacanziera estiva tra mare e divertimento.

Dopo qualche giorno lì mi muovo verso la mia città! Quella in cui vorrei vivere per sempre: Sydney. Non so spiegarvi perché ma mi piace ogni singola cosa che ho visto qui, mi metto subito a cercare lavoro, ormai l’anglo-australiano è acquisito a livello tale che a volte penso in inglese senza rendermene conto. Siamo arrivati ad oggi, ancora non ho trovato un lavoretto, però non mollo. Vi saluto dicendo che magari non avrò saputo spiegare cosa provo a stare qui, però il mio sogno è restarci, essere felice come le persone per strada senza avere nessun problema, un lavoro, una casetta ma anche una camera in ostello (ancora sono giovane). Ho imparato ad affrontare tutto con il sorriso sulle labbra e con il how’s going mate? nella testa! Ciao IAMU.