Questa settimana abbiamo intervistato Valentina Mallamaci, la co-fondatrice della rivista “Economix”. Ci ha raccontato della passione che unisce i ragazzi della redazione: una grande voglia di costruire insieme il futuro, di tenersi aggiornati sui fatti di attualità economica, di essere in poche parole protagonisti!

Com’è nata la tua passione per l’Economia?

Sono cresciuta in un ambiente familiare in cui argomenti afferenti a questo settore erano e sono tutt’ora all’ordine del giorno. Probabilmente, ciò mi ha parecchio influenzata dando avvio a questa mia passione. Col tempo, ho poi maturato l’idea di voler contribuire allo sviluppo territoriale attraverso l’imprenditoria e, allo stesso tempo, mi piaceva tenermi informata e approfondire notizie di attualità economica.
Sono anche un’amante della matematica e, quindi, l’economia mi è apparsa il perfetto connubio.

Cosa sognavi di diventare da grande?

Sin da piccola la professione di mio maggiore interesse era l’insegnamento ma, ovviamente, crescendo, questo interesse si è evoluto: ad oggi, la mia ambizione sarebbe intraprendere la carriera accademica.
Sognavo anche di proseguire sulle orme di mio padre dal punto di vista imprenditoriale. Per questo ho iniziato a seguirlo da ragazzina, cercando pazientemente di cogliere ogni possibile trucco del mestiere e, allo stesso tempo,
trovare spunti e spazi giusti per ampliare quanto già esiste in base alle mie aspettative.

Da dove nasce l’idea di creare il giornale “Economix”?

Economix è nato una mattina da un confronto con un mio collega co-fondatore, Riccardo Tamiro, con l’idea di creare un nuovo strumento studentesco extra-didattico.
La proposta di una prima redazione economica è piaciuta a diversi colleghi e, uniti dalla passione per questi
temi e dall’avere a cuore la realtà universitaria in cui viviamo, abbiamo chiesto il supporto nella formulazione del progetto al Prof. Ferrara, direttore del corso magistrale Economics, e l’approvazione al consiglio del nostro Dipartimento di Giurisprudenza ed Economia, diretto dal Prof. Manganaro ed agli Organi di Ateneo.
Ci ha motivati la consapevolezza che fosse giunto il momento di agire da protagonisti per contribuire a costruire il futuro che vogliamo. anche per la nostra realtà accademica in cui, appunto, abbiamo scelto orgogliosamente di investire. Ci proponiamo di divulgare notizie relative ai quotidiani ambiti di studio con l’obiettivo di mostrare i possibili sbocchi e concretizzare ciò che si apprende. Così, lo studente di economia può sentirsi un po’ meno “estraneo” a ciò che studia e, perché no, curare una vena creativa nel campo della scrittura, rapportandosi con una redazione-tipo di coetanei.

Cosa dobbiamo aspettarci da questo progetto?

In poco più di un anno di attività, il progetto è stato molto supportato e per questo vorrei ringraziare, da parte di tutta la redazione di Economix, sia la Governance dell’Università Mediterranea sia i docenti del Dipartimento.
Quindi, è doveroso non deludere le aspettative e continuare ad evolverci: ad esempio abbiamo pubblicato online il nuovo numero per ampliarne la diffusione e l’interazione; inserire nuove rubriche tematiche; interagire con altre istituzioni del territorio che possano essere utili interlocutori per noi giovani. È già, inoltre, presente una rubrica in lingua inglese dedicata alle notizie estere, da me curata, che potrebbe portare a qualche interessante novità che per ora non sveliamo!

 

Cosa vi aspettate dalla sinergia con gli altri dipartimenti?

​Questa è, appunto, una delle novità appena presentate. Vogliamo far emergere fra i giovani l’interdisciplinarietà dei temi economici. Le molteplici sfaccettature dello sviluppo economico toccano ogni settore e oggi credo sia fondamentale sapere cogliere questi legami prima di entrare nel mondo del lavoro. Ciò ci permetterà di diventare professionisti dinamici e innovativi. Sempre in quest’ottica, lavorare con i colleghi degli altri corsi è una valida occasione per creare rete, scoprire fin da ora come i nostri percorsi professionali potrebbero intrecciarsi e gettare buone basi per possibili future sinergie.

Cosa consiglieresti a chi vuole fare impresa al Sud?

Credo che una dote fondamentale per un imprenditore e, ancor di più al Sud, sia la resilienza: avere la capacità di affrontare e superare le difficoltà, senza vederle come un punto di fine.
Per questo serve pazienza e spirito di sacrificio, tanto nell’approccio al lavoro quanto nei confronti di questo territorio non semplice da questo punto di vista. Ho sempre combattuto per trasmettere il desiderio di restare per cambiare le cose e credo che la chiave stia nel riuscire a fare squadra. L’unione fa la forza, non è solo un modo di dire ma realmente l’unica opportunità di scalare un cammino che, da soli, sarebbe troppo tortuoso.
Perciò, direi che noi giovani per realizzarci in questo contesto dobbiamo tenere a mente quattro capisaldi: coltivare sane e proficue relazioni; studiare, cercare sempre di ampliare il proprio bagaglio culturale; aggiornarsi costantemente perché l’innovazione è il futuro; il tutto mantenendo ferma come linea guida la legalità, elemento imprescindibile se davvero vogliamo cambiare il domani!