Ai giorni nostri, si parla tanto di cercare la felicità. Si associa al concetto di felicità un periodo della vita costituito solamente da uno stato di benessere interiore, non accettando l’alternanza di vari sentimenti. Io penso che per poter parlare di vera felicità, bisogna conoscere la tristezza. Perché è proprio l’alternarsi di momenti tristi e momenti felici a farci capire l’importanza della felicità e a farci provare quel senso di soddisfazione per essere riusciti a superare difficoltà e ostacoli. Quindi cosa sarebbe la felicità senza la tristezza? O la tristezza senza la felicità?
Non accettare una delle due porta ad avere una vita monotona e penso che anche essere sempre felici possa stancare, possa portare a non dare più il giusto valore, il giusto peso alle piccole cose. Perché in fondo la felicità sta proprio li, nelle piccole cose, che a volte sottovalutiamo. Pensiamo di non poter essere felici per ciò che abbiamo, pensiamo sempre ci manchi qualcosa o che per forza la nostra felicità debba dipendere da un’altra persona, quando invece non è così complicato. Basta avere tanta volontà, non abbattersi di fronte agli ostacoli e la felicità si trova, sempre. L’importante è non smettere di cercarla.

Isabella Labate 4 E – Liceo scientifico “A. Volta” di Reggio Calabria