Al giorno d’oggi il termine meno usato è “Felicità”. Sembra ormai sia qualcosa di irraggiungibile, molto distante dall’essere umano. Una motivazione a tutto questo probabilmente c’è. L’uomo si pone l’obbiettivo di raggiungerla, ma allo stesso tempo fa di tutto per distaccarsene. È un contro senso, ma se l’uomo non è felice è dipeso da stesso. Eppure la felicità è riscontrabile nelle cose più semplici, nel quotidiano, ma questa sfrenata tendenza verso il “di più” rende l’uomo cieco davanti alle gioie quotidiane e lo porta ad andare verso qualcosa che diviene inarrivabile. Come sosteneva Jean-Jacques Rousseau: “Tutti gli esseri umani vogliono essere felici, peraltro, per poter raggiungere una tale condizione, bisogna cominciare col capire che cosa s’intende per felicità.” E allora cos’è la felicità? Sarebbe troppo riduttivo ricondurla ad un semplice sorriso, bisognerebbe andare un po’ più a fondo. La felicità è svegliarsi la mattina e avere una carica positiva che circola nel nostro corpo, una tale energia che ci permetterebbe di affrontare l’impossibile. Dicono che il 60 % della felicità è determinata dai nostri geni e dall’ambiente, il restante 40 % dipende da noi. Inoltre è risaputo che la felicità sia contagiosa e allora cosa c’è di più gratificante di essere felici e, nello stesso tempo, rendere felici coloro che ci circondano?!

Non tutti desiderano essere felici, proprio perché pensano di non esserlo mai stati. Ma una volta scoperta la felicità, è impossibile farne a meno e non desiderarla e non volerla raggiungere in qualsiasi modo.

“Per essere felice, togli le parole “se solo” e sostituiscile invece con le parole “la prossima volta”.

Determinazione, speranza, autostima. Sono questi i comportamenti da adottare per poter raggiungere un tale obiettivo. Niente è poco, ma tutto è essenziale per essere felici. Non è necessaria una percentuale. La felicità è una strada piena di ciottoli, lo scopo è raccoglierli tutti per raggiungerla. Se prima risulterà faticoso abbassarsi e raccogliere i primi, dopo questi, sarà una dolcissima passeggiata.

Quell’accento sul termine felicità è significativo, senza questo non renderebbe l’idea, dato che la felicità è un accento nella nostra vita, un di più, ma che risulta essenziale.

Quindi non aspettate di essere felici: scopritela, raggiungetela e contagiate tutti.

Fabiana Cristiano 4 DSU – Liceo delle scienze umane “Gullì” di Reggio Calabria