Si avvicina il Primo Maggio che, oltre a rappresentare la Festa dei Lavoratori, da decenni è sinonimo di “Concertoni” (siano questi di Roma o della più recente Taranto).
A distanza di anni torna sul palco di Piazza San Giovanni a Roma Il Parto delle Nuvole Pesanti (PNP), gruppo folk-rock formato a Bologna all’inizio degli anni ‘90 da giovani universitari calabresi e con ben 12 album all’attivo.

Il gruppo – formato da De Siena, Sirianni, Rimedio, Timpano e Franco – ha annunciato che questa sarà una «partecipazione speciale» rispetto quelle passate del ’99 e del 2005. Infatti, davanti a milioni di telespettatori presenteranno “Terre di Musica – Viaggio tra i beni confiscati alla mafia”, un progetto musicale e culturale ideato da Salvatore De Siena (voce, tamburello e chitarra acustica del Parto) e che comprende un disco, un libro e un film-documentario sul tema. Questo viaggio, realizzato nell’arco di due anni con la collaborazione di Arci e Libera, è stato caratterizzato da un lento cammino che ha percorso tutto lo Stivale: partendo dalla Sicilia, attraversando la Calabria e la Campania, giungendo fino ai beni confiscati della Lombardia e del Piemonte.

Un viaggio frutto dell’impegno civile e sociale da sempre presente nella musica del Parto delle Nuvole Pesanti, nato con l’intenzione di dare voce ai racconti dei giovani, dei volontari e delle associazioni che, gestendo tali beni, si scontrano spesso con attacchi quotidiani, difficoltà o intimidazioni. Ma nei beni confiscati alla mafia non ci sono solo brutture o eroi: ci sono persone comuni che hanno scelto da che parte stare! Come dice Salvatore De Siena si tratta di «luoghi pervasi da storie, un cammino che si scopre col tempo e che può finalmente restituire un orizzonte di bellezza». Forse proprio ciò di cui abbiamo davvero bisogno in questo tempo moderno.

Un messaggio, quello de Il Parto delle Nuvole Pesanti, volto a sensibilizzare e tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema della legalità, sull’importanza delle radici per poter costruire un futuro solido, di cui tutti possano essere partecipi e protagonisti.

Li ascolteremo dal palco del Primo Maggio a Roma dicendo insieme… IAMU!