In questo post ti racconterò di quando ho incontrato un cuoco italiano in Irlanda al college.

Questa avventura è stata ricca di incontri emozionanti e l’intero viaggio mi ha cambiato la vita 🙂

Come iniziava la giornata?

Più che come… direi quando. Presto. Sveglia (molto) presto, colazione e poi tutti a lezione!

Così iniziavano quasi tutte le mie giornate lì a Dublino.

Dopo una prova scritta, venimmo smistati in classi, in base al livello di conoscenza della lingua.

Si parlava sempre e solo inglese a lezione, wonderful!

Ma non per tutti fu così wonderful… Io – bene o male – me la cavavo, ma alcuni fra noi mischiavano italiano e inglese.

I risultati più esilaranti erano delle frasi di senso più o meno compiuto, composte da parole napoletane e inglesi.

La sera dovevamo solo scrivere un piccolo riassunto della giornata a mo’ di diario.

Alcuni di questi riassunti venivano poi letti la mattina a lezione.

Era difficile annoiarsi, le lezioni erano molto diverse da quelle a cui ero abituato a scuola.

Anche perché gli insegnanti stessi ci chiamavano spesso per dialogare, argomentare.

Si imparava subito!

Dopo la lezione, ci vedevamo tutti alla mensa.

Ancora oggi mi ritengo molto fortunato se penso alla mensa del college.

Molti mi avevano parlato del cibo dei college: oscuri intrugli con roba galleggiante, corpi più o meno saporiti cosparsi di salse dal gusto indefinito, dolci che sembravano coperti di cera delle candele colorata, pasta cucinata in modo osceno e condita col ketchup…

Beh, niente di tutto questo!!!

Il cuoco del college era un italiano e ci dilettava con la cucina italiana.

Tra le prelibatezze, le lasagne da leccarsi i baffi 🙂

Solo una volta, per scommessa, bevvi un bicchiere di succo di pomodoro (il famoso tomato soup dei libri di scuola).

Non sono morto… sebbene un accompagnatore (il medico, precisamente) mi disse : «Ora ti corroderà tutti gli organi interni».

Alcuni portavano del cibo in camera.

Me lo ricordo bene perché una sera il ragazzo della porta accanto venne da me con una mela congelata e mi disse: «Guarda, diventa durissima quando la metti in freezer…».

Forse non aveva mai visto un congelatore!!!

Il pomeriggio uscivamo spesso, mi aspettavo l’Irlanda come una terra molto meno ricca di cultura rispetto all’Italia.

Le uscite organizzate in quella settimana mi fecero cambiare idea, scoprii che era una terra antica; fu bellissimo vedere edifici antichi, come la cattedrale di San Patrizio, così vicini a un ambiente moderno.

È stato davvero strano vedere questo accostamento in alcuni quartieri.

Vidi molto della città in quei primi giorni: nel tempo libero giravamo per le vie del centro.

Tappa obbligatoria: l’Hard Rock Cafè di Dublino (la città degli U2, tra l’altro) al cui tetto era appesa una Mini anni ’70 capovolta, ricoperta di graffiti colorati!

Le serate al college – poi – erano fantastiche!

Ci incontravamo spesso con gli altri gruppi dei viaggi studio e con i ragazzi inglesi, con alcuni abbiamo fatto una gita anche alla meravigliosa scogliera “Giant’s Causeway” che racconto in questo post.

Una sera abbiamo utilizzato la palestra come discoteca!

Un’altra si organizzò un evento… particolare!

Una sfilata, con i ragazzi vestiti da donna, con tanto di trucco, parrucco e pubblico seduto a terra.

Io indossai un semplice top nero con leggins.

Non dimenticherò mai il ragazzo con accappatoio bianco, ombretto rosa e mascara e in testa un’asciugamano che copriva un cestino (che doveva sembrare un’acconciatura).

Non ci sono prove e foto di tutto questo. E non può che essere un bene!