A scuola dalla Regina. Londra #Vi racconto i prof

15 professori

Fino a oggi ho parlato molto di me, di cosa ho passato e tutto il resto, citando qualcuno del gruppo ma senza mai approfondire. Credo sia arrivato il momento, dopo tutto non sono venuta qui da sola! In particolare, gli accompagnatori ufficiali in questo viaggio sono i prof, Crupi e Gatto (nella foto rispettivamente a sinistra e a destra).

Entrambi insegnanti di economia aziendale, nessuno dei due nella mia sezione, sono prof “acquisiti” insomma. Gatto lo conoscevo già di vista, ogni tanto mi rimproverava per i corridoi oppure viene a riprenderci in classe se facciamo troppo casino, mentre Crupi l’ho conosciuto per la prima volta alla riunione del sabato prima che partissimo. Ma ora, andiamo un po’ più nel dettaglio: Iniziamo da Crupi.
Abbastanza giovane, almeno per la media degli inseganti italiani, credo sulla cinquantina. Alto sul metro e novanta, magro, composto. Ha una montatura di occhiali da vista leggera e porta sempre un cappellino da baseball nero. È fornito di tablet, smartphone e una fantastica macchina fotografica con la quale si sbizzarrisce in foto davvero belle. Mi piace il suo approccio con la tecnologia, la sfrutta con disinvoltura. Quando parla ha un tono molto pacato, è solito spiegare diverse cose interessanti e, per quel che ho potuto vedere finora, ha una gran bella cultura generale. Quando parliamo ci piace scherzare, è molto alla mano, ogni tanto ci diamo delle pacche sulle spalle, viene naturale. Si può affrontare tranquillamente ogni discorso, non è mai capitato che ignorasse o zittisse qualcuno di noi. Ce lo vedo benissimo a parlare d’affari in giacca e cravatta. Ha due figli, uno sui 22 anni se non erro, studia fuori, uno della nostra età. Esce pazzo per la cioccolata e le noci, in ufficio ne ha sempre una scorta nel cassetto. È un appassionato di motori, specie di due ruote, ma non disdegna la bici, che sfrutta per andare al lavoro. Non è praticissimo con l’inglese, ma se la cava, in un modo o nell’altro. Oh, nessuno può esser perfetto. Penso all’altra sera, stavamo comprando dei panini da Starbucks (raga, era solo un ripiego, se potete evitatelo come la peste) e la cassiera ci ha chiesto se volevamo che li riscaldasse. Crupi non aveva ben capito, ha chiesto aiuto, e la ragazza alla cassa, capendo la situazione ha iniziato a dire: “Caliente, caliente!” “Aaah!” Ahah, è stato bellissimo, stavo morendo dalle risate. Tra l’altro, lì vicino c’era un’italiana dietro il bancone. E quando mai, siamo più connazionali che inglesi in questa Londra! Non che mi dispiaccia però, il più delle volte siamo simpatici oltre confini. Qualche settimana non basta per sapere tutto di una persona, ma fino ad adesso Crupi si è affermato come una persona impeccabile. Ne ho ammirato la pacatezza quando non si trovavano Doda e Monica e poi nel redarguirle. Nel giro di poco è tornato il solito bonaccione col sorriso pronto per tutti.
Passiamo a Gatto. Che posso dire di lui? Tutto e niente. Ogni volta che si parla con lui si ride, è inevitabile! Non si può non amarlo. Gatto è di origini canadesi, ma è tornato in Italia secoli fa (secoli: modo di dire, altrimenti sarebbe ultra centenario). Ci ha raccontato del suo trasferimento intercontinentale, è stato bello, perché si è aperto a noi raccontando anche di dettagli personali che gli stavano a cuore. Ha un’età per me indefinita, perché ha due bambini piccoli, di 5 e 8 anni, se non erro, ma lui sembra abbastanza grande per averli di quell’età. Ha i capelli bianchi, gli occhi azzurri e anche lui porta occhiali e cappellino. In spalla porta uno zainetto praticamente vuoto, con solo un pacchetto di fazzoletti, macchinetta. Ha sempre la battuta pronta e una storiella da raccontare, e anche se apparentemente tristi ti fanno ridere, perché dette da lui sono tutta un’altra storia. Ne ha una per tutti, ma la sua sfortuna è dirle a Peter e Ale, che, come dice lui, “non tenunu mancu a pastina, malanova!”. Adesso dice di avermi preso di punta, per lui devo apparire e comportarmi… insomma mi rimbecca sempre per il mio modo di parlare, dice che mi renderà più femminile. A suo dire, dal mio vestiario dovrò eliminare felpe, jeans e scarpe “da tennis”, inoltre dovrò crescermi i capelli. Mi controllerà, girerà col metro in tasca per constatare se lo sto facendo davvero o se li sto tagliando e in tal caso arriveranno le bastonate. Ah, Gatto, Gatto… mettiti in fila, siete in tanti ad averci provato, e sin ora non ce n’è stato uno che abbia raggiunto questo obiettivo, non penso proprio che tu sarai il primo. Mi chiedo come sarebbe avere Gatto come prof, credo che anche il due lo prenderei col sorriso. Ogni tanto me lo prendo a braccetto e iniziamo a parlare, diciamo una cagata dietro l’altra. Il fatto è che lui le dice quasi come se fosse serio e ogni tanto qualcuno ci casca. Per esempio, molti del Piria sono fermamente convinti che lui insegni religione.
Beh, in sostanza, posso affermare che siamo stati molto fortunati a venire accompagnati da questi due, che prima di esser buoni docenti, sono anche dei grand’uomini. Non ci assillano, ma si preoccupano per noi. Sono sempre disponibili e ci ribadiscono in continuazione che per ogni cosa basta chiedere, compresi soldi. Mi mancheranno finita questa esperienza… anzi, mi mancherà Crupi, perché se Gatto mi ha promesso che mi tallonerà, così sarà!