Ricordate come eravamo rimasti ieri, il mio sclero e tutto il resto? Bene. L’articolo è finito, ma lo sclero no. Mentre stavamo finendo di mangiare, Lubna è salita sopra, chiedendoci di lavare i piatti. Sei seria? No, davvero, sei seria?

Ce l’ha chiesto con aria un po’ risentita e di rimprovero, come se non lo avessimo mai fatto, mentre forse è capitato una volta, in più di una settimana, che non li avessimo fatti, ma solo perché avevamo deciso di farli prima di uscire e lei li ha lavati mentre ci stavamo preparando. Non solo, dopo, quando siamo andate in camera, forse per la prima volta in questa casa, ci siamo messe a parlare e ridere un po’,  che fa? Ci manda un messaggio dicendo di fare silenzio che è molto tardi (le 10). Ma io la pesto! Intanto, come se non bastasse, sino ad oggi abbiamo lavato piatti, spazzato pavimenti, svuotato cestini. Ed il risultato è che viviamo sempre e comunque in una bettola sporca.  Ma ieri sono scoppiata, è stato il culmine, specie quando abbiamo dovuto pulire il cestino della spazzatura, che faceva troppo schifo. Dentro è rimasto per com’è, intoccabile: c’è della muffa consolidata. Basta, sono stata buona e calma per fin troppo tempo, ora devo agire. Chiamo il prof. Crupi e gli spiego la situazione, lui capisce e concorda con me da subito, oggi parlerà con Luca per vedere se è possibile spostarci. Lo spero, perché così va a finire che scherzando, scherzando, qualche malattia ce la prendiamo davvero. Possibile che posiamo le posate pulite nei cassetti e le ripeschiamo incrostate di polvere? Fantascienza, dalle mie parti. Ah gli Italiani, popolo di naviganti, poeti…e puliti! Sono così presa a male che faccio anche la valigia, è già tutto pronto, mancano solo le cose che uso al mattino e l’accappatoio. Oggi mi son svegliata alle 7, sono le 8 e aspetto Monica, non ho nulla da fare: quasi quasi domani mi sveglio direttamente a quest’ora, tanto riesco a prepararmi in poco tempo. Per fortuna, ieri ho avuto la mia valvola di sfogo, adesso sono in uno stato d’attesa nervoso, ma speranzoso. In metro continuo ad addormentarmi, non capisco perché, probabilmente sono gli auricolari a cullarmi. Arrivando in stazione riceviamo due messaggi: uno è di Ale, chiede se vogliamo fare colazione assieme: accettiamo; l’altro è del prof. Crupi, che ci mette al corrente del fatto che ha parlato con Luca, il quale a sua volta andrà in agenzia per vedere come siam messe e se è possibile spostarci. Appena avranno nuove notizie ci aggiorneranno. Ora sono seduta ai tavolini esterni del Coffee Seeker. Ho tolto il giubbotto, al momento anche se l’aria è fresca c’è un bel sole, sento quasi caldo. Finalmente, oserei dire! Penso a quando tornerò a Reggio, gli altri con la felpa e gli scaldacollo, io in maglietta a maniche corte ed infradito, se non odiassi le calzature aperte. Arriva Ale, ci sediamo dentro e facciamo colazione, tra una chiacchierata e l’altra. Arriviamo in ufficio, alla reception ci fermiamo a parlare con la segretaria: adoro quella donna. Saliamo su, finalmente mi è arrivato il monitor! Diamo una pulita all’ufficio, per poi iniziare a lavorare. Ale ci spiega che dobbiamo cercare delle notizie interessanti da postare sulla pagina facebook dell’azienda e poi preparare degli application form per Hong Kong e Latvia basandoci su quello inglese. Io lavoro su quest’ultima cosa lasciando gli articoli a Monica, che mi sembrano nettamente meno interessanti. Passo l’intera giornata su questi moduli, ma ne resto soddisfatta, penso di aver fatto un buon lavoro. Ale ci aveva detto che potevamo andare via al solito per le 4, ma volendo completare il lavoro in giornata, ho lasciato l’ufficio alle 17.30. Scendendo, mentre esco dall’ufficio attraverso la porta girevole come sempre, ma stranamente è bloccata. Cerco un’altra uscita, la segretaria se la ride: ho già detto che la adoro?
Prendiamo la metro, è tardi, arriviamo che ormai sono le 6.45, l’appuntamento per tornare é alle 7. Crupi ci viene incontro, ci spiega la situazione della casa: oggi sono stati mandati dei tipi per ristabilire le condizioni igieniche, se ciò non avverrà entro due giorni verremo spostate. Sono un po’ delusa, speravo ci spostassero entro domani: voglio levarmi dai piedi questa maledetta casa. Ci fermiamo ad uno Starbucks, per poi prendere la metro. Per diversi motivi mi ritrovo a dover tornare sola, perciò faccio il tragitto verso “casa” annoiata e contrariata. Possibile che tornare debba essere una sofferenza? Rientro. Avrebbero dovuto pulire, così controllo. In camera mia sono state cambiate le federe dei cuscini, ma non il coprimaterasso o la coperta; in bagno è stato svuotato il cestino ma è sempre sporco; la doccia è lurida come sempre, la cucina sporca come ogni giorno, hanno tolto un po’ di roba dal lavandino. No, ma complimenti! Aggiorno Crupi, che riferisce a Luca. Ora sono stanca, meglio che vada a provare la mia “nuova” e “pulitissima” federa. Bye!