Oh, oggi è iniziata bene! Reduci dalla lezione di ieri, io e Monica ci alziamo alle 6.45, giusto per essere sicure di non ritardare. In dieci minuti sono pronta, mangio un po’ di latte e cereali (rigorosamente fregati alle tedesche) e c’è addirittura abbastanza tempo perché Moni possa fare i pancakes.

Finita la colazione inizio a sistemare un po’ di roba, ma non mi va di lavare i piatti, cosi scappo a lavarmi i denti. A quanto pare, tutta questa voglia non ce l’ha nemmeno Monica, poiché rientrando in cucina scopro che si è barricata nell’altro bagno, mentre Lubna ha lavato i piatti pensando fossero delle tedesche: meglio così! Contenta per il risvolto favorevole torno a farmi i fatti miei in camera, dove poco dopo vengo raggiunta dalla Liscia in tenuta da notte. Conversiamo un po’, mi sembra simpatica, anche se un po’ infantile per la sua età. Mentre parliamo delle mie dormite sulle panchine del Belpaese,  Monica rientra in camera, così Liscia può usufruire del bagno e noi uscire. Alle 8 siamo in stazione, prendo una copia di Metro da leggere nel tube e scendiamo. Anche stavolta c’è casino, tanto da dover cambiare mezzo tre volte, ma alla fine siamo in orario. Scendiamo a West Finchley alle 9.46, ed arriviamo in ufficio per le 9.54, addirittura prima di Ale e Donato. Aprendo whatsapp mi arriva un messaggio dove mi riferiscono di un appuntamento imprevisto in banca, così, anziché aspettare, cogliamo l’occasione per farci un giro. Appena fuori, Monica entra in un negozio cinese ed è subito pronta a comprare un paio di scarpe a suo dire carine, ma, “sfortunatamente”, non c’è il suo numero. In ogni caso non si da per vinta, e pound su pound spende un patrimonio da Poundland, il nostro nuovo supermercato che, se non si fosse capito, vende tutto a un pound, applicando ogni tanto anche il 2×1 o 3×1. Non potendo aprire la connessione dati e vedere se ci sono notizie dall’ufficio, decidiamo di tornare. Per le 10.54 siamo dentro, ed una volta appurato che non fosse arrivato nessuno in nostra assenza, ci dirigiamo per la seconda volta in sala d’attesa. Per ammazzare il tempo ricomincio a dedicarmi dopo lungo tempo all’ascolto della discografia degli Afterhours. Erano secoli che me lo ripromettevo, finalmente è arrivato il momento. Mentre ascolto “Mio fratello è figlio unico” dell’album Germi vedo comparire Alessandro. Tutto trafelato, mentre ci porta in ufficio si affretta a scusarsi per il ritardo. Una volta dentro ci spiega in breve cosa andremo a fare, un lavoro piuttosto semplice. Dopo esser uscito e tornato, ci chiede se vogliamo fare pausa pranzo. Sono già al secondo pacchetto di patatine, e sto morendo di fame: al ritorno mi vedrete obesa. Scendiamo in strada da sole, lui ha dell’altro lavoro da sbrigare: sono le 2. Iniziamo a girare per la strada, ed alla fine andiamo a parare al “Melange Cafè”. Qui ordiniamo, Monica una tortilla, io un hamburger, o meglio, una riproduzione in scala ridotta di quello che un hamburger dovrebbe essere: maledetti, c’ho fame. Questa volta il pranzo non é stato granché, in parte perché inconsistente, in parte perché avvenuto in totale silenzio, diciamo che tra me e Monica non c’è molto feeling, speriamo che nei prossimi giorni cambi qualcosa, anche se per il momento la vedo progredire unicamente in peggio. Finito di mangiare torniamo in ufficio, questa volta Ale è già dentro. Finiamo di sistemare gli ultimi documenti, per poi creare una casella email del back office e mandarli all’altra socia che al momento è in maternità. Essendoci problemi con internet, alle 4 siamo libere di andare, da domani inizierà il lavoro vero. Dopo un’interminabile sosta al bagno, Monica dentro ed io fuori dalla porta, ci ritroviamo in strada alle 4.10. Stavolta ricordo bene la strada, e così arriviamo subito all’underground.
…ahah, scherzavo, abbiamo fatto di nuovo il giro tondo rifinendo all’entrata. Vabbe, non volendo ci siamo fatte una passeggiata di qualche km e un’ora e mezza, per poi prendere il tube in una qualche stazione periferica mai vista. Arriviamo a Piccadilly Circus verso le 6, dove salutiamo chi sta andando a casa per poi avviarci verso Carnaby Street con i prof. Crupi è molto ferrato per quanto riguarda la conformazione di Londra e durante la passeggiata discutiamo su quel che faremo sabato. Verso le 7, Peter e Ale decidono di voler rientrare, così andiamo tutti a prendere la metro. Torniamo a casa che sono circa le otto, ed appena entrata becco le tedesche che stanno per mangiare. Parliamo un po’, mentre osservo Liscia che sta per mangiarsi anche i piedi del tavolo, arrestandosi unicamente per senso del pudore. Mi fa tenerezza, così le lascio metà della mia cena. Sono stanca, infreddolita e sto pensando a stupidi avvenimenti della giornata svoltisi per lo più nella mia testa. Ne parlo con Aleksandra via fb, e come al solito le sue uscite strampalate, del tutto naturali,  mi riportano un po’ di buon umore, cancellando parte della malinconia lasciatami dagli Afterhours. Adesso sono le 21.30, la cucina è sotto il regime pakistano (ho scoperto che c’è anche il fidanzato! :D) ed io devo ancora farmi la doccia. Meglio andare, che se no domani crepo. See u asap!