Sono stanca, ho la schiena rotta e non sono in vena di scrivere. Stamattina mi sveglio prima del solito, così scendo giù. Accarezzo Tiger, poi vado in cucina dove incontro Glenda, che ci sta preparando la colazione prima di uscire per andare in chiesa. Parliamo un po’, la adoro davvero, troppo dolce e simpatica. Mi piace come si esprime e chiede sempre se è tutto di mio gradimento. Infine, come se non bastasse, ha imparato a dire il mio nome!

Inizio a mangiare con calma, per poi andare a farmi una doccia, ieri sera non ne avevo le forze. Monica in tutto questo è sveglia da un secolo, si sta preparando nell’altro bagno. Usciamo, prendiamo la metro e ci vediamo con gli altri a South Kensington. Per prima cosa andiamo a visitare il Museo della Scienza, un luogo non solo interessante, ma anche molto divertente! Peter e Ale si sono uccisi dentro un simulatore di volo, io dopo il giro per tutte le sale sono finita in un reparto pieno di giochi scientifici… e bambini. Come adulti c’erano solo genitori ed io. Oh, ma alla fine sono ancora una giovincella! Tempo di lasciare il segno al tavolo dei disegni, come è ormai tradizione per ogni museo che lo consente, scappo all’uscita dove abbiamo tutti quanti appuntamento. A questo punto mangiamo, per poi prendere la metro. Interrompiamo il viaggio per fare una capatina a King’s Cross, perché è da quando siamo a Londra che Francesca, dicendola molto finemente, “ce le sta facendo quadre” insistendo sul dover andare al binario 9 3/4. Per chi non lo sapesse, questo “binario” non è altro che un posto dove son state fatte delle riprese del film di Harry Potter, che alla fine non è altro che un piccolo muro con un mezzo carrello che dà l’impressione di attraversare il suddetto, dove una continua fila di curiosi aspetta di potersi scattare una foto con al collo la sciarpa della casata, o come si chiama, preferita della serie. Ci perdiamo un sacco di tempo, io ne approfitto per riposare i piedi e girare in negozietti. In uno in particolare vedo un’armonica a 5 pound, sono fortemente tentata nel prenderla. Chiedo consiglio ad Ale, ma purtroppo secondo lui non va bene, poiché per le armoniche è più facile suonarle in E o A,questa è in D. Sfiga! Rimango un po’ scontenta, ma metto in conto di comprarne una a Reggio. Alla fine riusciamo ad andarcene, così possiamo andare al British Museum. Keep attention, un’altra tappa obbligatoria. Non mi dilungherò molto in proposito, vi dico solo che ci sono centinaia di cose da vedere, è un posto tanto vasto quanto bello, merita di passarci almeno (e con almeno intendo minimo) un pomeriggio. Finita la visita usciamo fuori, siamo stanchi e non sappiamo dove andare, alla fine i prof ci consigliano di tornare a casa. Tutto il gruppo sta più o meno nella stessa zona, dopo Leyton, e poco prima di questa fermata c’è quella di Statford, dove sta uno dei centri commerciali più grandi d’Europa. Decidiamo di andarci, ma restiamo amaramente delusi. Possiamo entrare ed è pieno di gente, okay, ma tutti i negozi sono chiusi, e sono a malapena le sei del pomeriggio! Sarà che siamo italiani, ma ci sembra sconcertante. A questo punto è inutile restarvici, torniamo a casa. Qui mi attende una pasta non troppo male per gli standard inglesi e il mio bel bagno pulito, che posso volere di più? Mh, magari il letto… Oh, ma ce l’ho! E allora non perdiamo altro tempo, meglio sentirci domani, ssssciao!