Sono distrutta! Di solito gli articoli inizio a farli dal mattino implementando poi di volta in volta qualche parte, oggi non ne ho avuto assolutamente tempo, neanche mi sono alzata e sono già uscita dal bagno e scesa a fare colazione. Mentre mangio sento un rumore, cos’è?

Capisco che proviene dalla porta finestra e vedo Tiger sulle due zampine posteriori che gratta contro il vetro per entrare. Vorrei aprirle ma ho paura di fare qualcosa che possa non piacere a Glenda. Lei la sente poco dopo, così fa: “ok, Tigeer!” e apre la porta alla micia. Entra trotterellando, viene subito al tavolo. Inizio ad accarezzarla e in cambio ricevo immediatamente fusa. Non voglio lasciarla, ma è tardi, così con una mano mangio e con l’altra la coccolo. Colazione fatta portiamo tutto in cucina, Monica non vuole lavare i piatti, così mi offro io. Finiamo di sistemare e prepararci in poco tempo, usciamo subito in strada. Nell’undergroud ci vediamo con Fra e Anna, da questo momento in poi non ci fermeremo più. Raggiungiamo i prof alla fermata concordata, facciamo il giro della city passando da Tower Bridge e poi prendiamo la metro per Camden Town. Questo posto è fantastico, più per il casino che per i negozi, visto che vendono quasi tutti roba uguale. Tra i prodotti più venduti c’è l’erba del prato e prodotti attinenti, per di più costosissimi, nonché gli unici su cui è difficile trattare il prezzo oltre un certo punto. Ci perdiamo una mattinata, verso l’una e mezza ci viene fame. Così andiamo da Poppies, un locale molto carino stile anni ’60 dove fanno il migliore Fish and Chips di Londra. Volendo essere alternativa però, ordino il pollo (non perché venisse di meno, no, no), che è altrettanto buono. Rimaniamo soddisfatti dell’esperienza, sia per il cibo, buono e sostanzioso, sia per il locale, bello davvero, così come la gente che ci lavora! Le cose che hanno affascinato di più il gruppo sono state le cameriere e il bagno, per capire il perché vi tocca andarvici. Usciamo fuori, rimaniamo un po’ di tempo davanti l’entrata aspettando che Doda esca dal bagno. Da qui inizierà la mia avventura con i miei connazionali. Sarà per la noia, ma da questo momento in poi, ogni volta che becco degli italiani che mi sembrano mezzi simpatici (perché di beccarne ne becco sempre), mi faccio notare, così loro attaccano discorso e io mi diverto.  Doda esce dopo tre secoli, così saluto le mie nuove conoscenze e andiamo. Adesso prendiamo la metro, ci dirigiamo a Trafalgar Square, dove andremo a visitare la National Gallery. Questa è assolutamente una tappa obbligatoria, è piena di cose meravigliose e l’ingresso è gratuito. Giro là dentro per due ore e avrei continuato se non avessi avuto appuntamento con gli altri. È pieno di dipinti meravigliosi del periodo che va dal 1250 al 1900. Sono stati tanti quelli a colpirmi, ma in particolare mi son rimasti impressi “Teo Tax Gatherers” di Marinus Van Reymerswaele per il realismo, i dettagli ed i colori utilizzati, “The Holy Family and Saint John the Baptist” di Jacob Joardens per come è stata rappresentata Maria, ovvero la ragazzina che era, ed infine il “The Virgin and the Child with Saint Anne and Saint Jhon Baptist (anche conosciuto come Da Vinci Cartoon) di Leonardo Da Vinci. Quest’ultimo non è un quadro, bensì un abbozzo su cartone, ed è proprio questo a renderlo speciale ai miei occhi. È il bozzetto incompleto di ciò che sarebbe dovuto essere un quadro, ma che non fu mai realizzato. Guardandolo ti rendi un po’ conto di come lavorasse Leonardo, entri nella sua bottega. Il cordone per mantenere la distanza mi permette di avvicinarmi tantissimo con la faccia e passo molto tempo osservando i segni del carboncino sulla superficie. È incredibile come presi singolarmente sembrino quasi dei tocchi di una persona comune, per poi fare un passo indietro e vederli nella loro conformità, totalmente sotto un altro aspetto. Alcune sfumature sono così perfette che ancora non mi capacito di come possano esser state fatte a mano e i piccoli segni impiegati per rappresentare i riccioli di San Giovanni Battista, se fossero stati chiusi avrebbero formato dei cerchi perfetti. Meraviglioso, strabiliante. Esco dalla galleria un po’ intontita, ancora concentrata su ciò che ho visto, non posso credere che tanta bellezza possa fuoriuscire da un essere umano. Facciamo una passeggiata, passiamo da West Minster e poi prendiamo la metro per andare a Paddington e cenare. I prof ci portano in un ristorante italiano dove fanno dei buoni spaghetti “a poco prezzo”. Guardando il listino però, vediamo che il piatto di pasta più scarso corrisponde alla margherita, così la prendiamo tutte le ragazze, io anche con una bella birretta. Non l’avessimo mai fatto. Ci hanno portato una schifezza palesemente surgelata. Vabbe, ormai abbiamo pagato, perciò mangiamo, ma c’è chi comunque non si arrende e continua a lamentarsi imperterritamente, nonostante a meno di un metro ci sia una ragazza dello staff che sente e rilascia sguardi infuocati. A me un po’ dispiace, la tipa all’inizio mi ha fatto simpatia. E poi se questi inglesi non capiscono niente e pagano bei soldini per delle schifezze… Paghiamo il conto, usciamo un po’ scontenti, almeno quelli che non hanno ordinato la pasta, ovvero la maggior parte. Giriamo un po’, c’è chi si consola con delle cioccolate al supermercato, poi prendiamo la metro e torniamo. Adesso sono distrutta, domani ci aspetta un altro lungo giro. Ah, non voglio andarmene, ma nemmeno crepare! Spero tanto di poter passare dal British Museum, vedremo. Ora a nanna, bye!