Suona la sveglia, ascolto zio Ax. La canzone si interrompe a metà, come ogni mattina; ma perché android non ti permette di ascoltare il brano completo? Maledetto. Interrotto il pezzo, nessuno si alza.

Stamattina verranno a prenderci di gran carriera Crupi e Gatto, ma so per certo che questo non avverrà prima delle 9.30/10, anche se ancora l’orario non lo sanno nemmeno loro, dipende tutto da Luca. Continuo a rotolarmi nel letto, tranquilla. Poi mi ricordo in che letto mi trovo, sento l’urgente bisogno di lavarmi i capelli. Ora però ho fame, meglio buttare giù qualcosa. Mi faccio un toast burro d’arachidi e marmellata, poi apro il frigo, che c’è? Un budino superstite di ieri sera. Ah, ma non per molto. Mangio anche stavolta su un tovagliolo, i piatti come al solito sono intoccabili. Mi piace questa colazione usa e getta. Sistemo, mi lavo e in dieci minuti sono pronta. Come al solito Monica sta perdendo altro tempo, così posso connettermi. Dopo un po’ arriva anche lei in cucina, è al telefono con Crupi: dice che potremo andare nella nuova casa per le 6, perché devono finire di sistemarla. Nel frattempo, ci diamo appuntamento ad Oxford per le 11/11.15 con entrambi i prof. Arriviamo leggermente in anticipo, poi ci si vede e iniziamo ad andare per negozi. Lasciamo Monica in uno di souvenir, noi continuiamo il giro. Mi piace stare da sola con loro, fanno discorsi interessanti. Mi chiedono sempre dove voglio andare, ma a me non importa dove, basta muoversi. Recuperata Monica, che si trova in forte stato di agitazione dovuto all’acquisto di caramelle speciali, andiamo a pranzare, e dopo una veloce visita al bagno da parte di Gatto continuiamo il giro. Ci imbattiamo in uno dei negozi più belli che abbia mai visto: Hamleys! Hamleys è una catena di negozi di giocattoli strabiliante. Questo negozio ha 5 piani senza contare quello interrato e sono uno più bello dell’altro. Teoricamente sono divisi per fasce d’età, praticamente io non avrei lasciato nessuno di quei piani per niente al mondo. I commessi gridano, cantano, mostrano come funzionano i giochi e scherzano, nel mentre io li guardo rapita. Ma perché capiscono subito che sono italiana? Boh, ma mi piace! Dite quel che volete, abbiamo miliardi di problemi, ma io l’Italia l’amo. Esco dal negozio inebriata da tutti quei giochi e colori, c’era addirittura il profumo di cannella nell’aria. Sto seriamente pensando di comprarmi qualcuno di quei giocattoli, sono a dir poco meravigliosi. Mentre sono per strada leggo una mail di Luca, ci manda la mappa per raggiungere la nuova casa e ci spiega che dobbiamo andarci per le 6.30. Inoltre ha parlato con Ale, dice che è molto soddisfatto di noi. Sempre più carino! Ora ci separiamo di nuovo, Monica va in giro, io resto coi prof che vogliono riposarsi. Adesso non mi va di girare, sono distratta dal pensiero dei nuovi ospitanti. Spero tanto siano simpatici e che magari abbiano figli, ma penso soprattutto al bagno ed alla doccia. Ci rivediamo, stavolta andiamo diretti in metro. Passiamo prima da Redbridge, dove dobbiamo prendere i bagagli. I prof aspettano fuori, noi entriamo. Scendo le valigie, dico addio a quella baracca. Mentre rientro per vedere che combina Monica incontro Liscia, è triste perché ce ne andiamo, mi abbraccia e si segna il nome per aggiungermi su fb. Finalmente so come si chiama, Tanja! Beh, alla fine non è che me ne importi più di tanto. Sulla porta vedo Lubna, la quale ci augura buon viaggio e ci chiede le chiavi, che son sopra. Ringrazio, a mai più. Torniamo alla underground, qui vedo Peter e Diana. Mi fa un immenso piacere, non so perché, dopo tutto non ci vedevamo solo da ieri. Aspettiamo arrivi Giada, così loro tornano alle loro case, noi andiamo nella nuova. Prendiamo la metro e andiamo a Gants Hill, fatichiamo un pochino a trovare la direzione giusta. Alla fine ci ritroviamo su un viale di case tutte uguali, come ogni viale inglese che (non) si rispetti. A un certo punto, ci fermiamo davanti l’unica casa un po’ differente rispetto alle altre, sembra più fine, separata dalla strada da un cancello in ferro battuto. Non ci credo, è proprio la nostra. Viene ad aprirci Mrs Glenda, una apparentemente simpatica donna di colore. Ci fa togliere le scarpe all’entrata, ci presenta velocemente i figli e poi ci mostra come aprire e chiudere le porte d’ingresso. Porto le valigie su, la prima cosa che noto è che la moquette è presente unicamente nelle scale e per di più appare pulitissima. In generale non cammino mai scalza (calzini compresi, intendo), ma qui è accettabile. Una volta in camera, Glenda ci mostra una specie di tabella con le regole da rispettare, molte legate al mantenimento dell’igiene. Mi sento emozionata! La cena non è pronta, così faccio una doccia veloce. Il bagno è pulito e c’è anche una sorpresa: IL BIDET! C’È IL BIDET! Sto quasi per piangere, ho mille emozioni che cozzano dentro me, ho un crollo emotivo, poi mi riprendo e scatto pure una foto, per ricordare questo momento di gioia ancestrale. Lo inauguro, mi faccio la doccia, lo riutilizzo. La vita è bella, ancora di più quando si è puliti. Finito il tutto, compreso di risistemare il bagno, mi asciugo i capelli, per poi scendere per la cena. Ecco un’altra sorpresa: in questa famiglia hanno un gatto ciccionissimamente ciccione! È bellissimo! Si chiama Tiger a quanto pare, ma ancora non ho avuto il piacere di avvicinarmici, non vedo l’ora sia domani mattina per poterlo fare. Ceno con Monica e i figli della signora, il ragazzo è piuttosto silenzioso, credo sia arrabbiato, mentre la ragazza è gentile, ma si vede che non sta molto bene, anzi, si sente, per quante volte tira su col naso. Finito, porto il piatto in cucina, non me lo fanno lavare. Salgo su, mi sistemo la roba. Adesso sono a letto, al calduccio, e ho il Wi-Fi aperto, visto che qui prende! Domani dovrò svegliarmi presto e oggi è stato pesante. Meglio andare a dormire. See ya men!