Oggi mi sveglio alle 7.45, ho dormito un’ora in più del solito: che mi sveglio a fare all’alba se tanto poi sono pronta in 40 minuti e il resto del tempo lo passo aspettando Monica? In più, oggi lei andrà più tardi al lavoro, perciò non c’è niente che mi costringa ad alzarmi dal letto.

Vado a fare tranquillamente colazione in cucina, dove rivedo le tedesche. Parliamo poco e di cretinate. A un certo punto vedono che sto mangiando su un tovagliolo e scoppiano a ridere, chiedendomi se è perché son troppo pigra per lavare i piatti. Non mi va di mettermi a spiegare che lo faccio perché toccare la spugna di quel lavandino mi fa ribrezzo, così calo la testa in segno di assenso. Finito di sistemare vado al bagno, ma è occupato. Da chi? Monica. Ma non doveva dormire di più? A quanto pare l’ha fatto, visto che solitamente si alza per le 6.30 e ora sono le 8, ma, in ogni caso, continuo a chiedermi perché ci metta due secoli a prepararsi. Esco di casa, sono le 8.30, nonostante il ritardo causato dalla sosta improvvisa. Ma quanto sono pro? Vado in stazione e prendo la metro, oggi un po’ di abbiocco c’è, ma non mi addormento. Scendo a West Finchley alle 10 e giusto in quel momento mi arriva un messaggio di Ale che mi comunica che ci vedremo al bar per le 10.30. Perfetto, ho tutto il tempo del mondo per rilassarmi e riflettere un po’, cosa che non mi è stata concessa ultimamente. Ritarda, così inizio a leggere. Poco prima di Ale arriva Monica, così facciamo colazione assieme. La giornata, tolta una rapida pausa pranzo, viene poi assorbita totalmente dal lavoro. Sono distrutta ma mi piace quel che faccio. Tra un documento e l’altro riceviamo un messaggio dal prof. Crupi, domani verremo spostate di casa. Gioia, tripudio e gaudio, non aspettavo altro! Purtroppo la mattina non ci faranno andare al lavoro, ma pazienza, vale la pena se metto in conto che non rischierò più di prendere le pulci. Oggi poi, ho pure scoperto che il bus per Victoria passa per la underground di Finchley Central, alla grande! La stazione dei bus è vicinissima al posto di lavoro, e con 3 minuti ci risparmiamo una camminata di minimo 10 (se tramutata in marcia), al freddo e al gelo. Arriviamo a Tottenham dagli altri, ci incontriamo coi prof. Crupi ci spiega che domani mattina verranno a prenderci, ci hanno già dato l’indirizzo del nuovo alloggio: è vicino la fermata di Gants Hill, la prima che viene dopo quella attuale, la stessa che prendono Fra e Anna. Ci dicono di scattare foto dello schifo in questa casa, casomai ci facessero problemi. Ci penso, se dovessi immortalare tutto lo sporco che c’è potrei farne un bel catalogo da vendere alla fermata delle metro: “Ecco il nuovo libro di un’autrice italiana, si intitola “Come NON deve ridursi la tua casa se vuoi ancora esser considerato un esser umano; utile anche per evitare di esser inglobati dalla Moquette!” Sottotilo: “E per la moquette, se non l’avete, siete già a metà dell’opera!” ”
Cavolo, potrei farci i soldi! Peccato non ne abbia il tempo, ma il progetto non lo accantono definitivamente, troppo geniale. Penso ad un bagno pulito, una bottiglia d’acqua vicino a quel dannato latte, ad un pasto senza rischio di avvelenamenti né adattabile a parrucchino, un pavimento che non sembra cemento fresco, lenzuola pulite, non dover lavare i piatti, o se devo, una volta lavati poterli riusare senza trovarli intoppati di polvere. Oddio, se ci penso ancora un po’ gli occhi mi diventano lucidi, e non per l’allergia! I prof ci ricordano questa è l’ultima chance, ci siamo giocate il jolly insomma: dopo questo cambio di casa non potremo spostarci di nuovo, se avremo dei problemi, dovremo risolverli dall’interno. Problemi? Mi viene da ridere, credo sia difficile capitare in una situazione peggiore, o anche uguale, a quella affrontata sin ora. Torno a casa, e mentre gironzolo nei panni da reporter, vengo fermata da Liscia. Le spiego quello che sta accadendo, lei rimane sorpresa e inizia a porsi delle domande. Poveretta, dovrà restare fino al 10. Intanto vedo Lubna in corridoio, ci dice che ci ha lasciato da mangiare sul tavolo, la ringrazio. Ci sono due budini al cioccolato di quelli confezionati, lasciati sicuramente per farci sentire in colpa. Alla loro vista Monica si intenerisce, io no, decido di considerarli bottino di guerra. Bene, per cena mangerò qualcosa di Pret a Manger offertaci gentilmente dal prof e in più anche il dessert. Ah, il gusto della vittoria! Meglio che vada, questa serata dovrò gustarmela alla grande, dopotutto, le ultime cene sono le più importanti, o no?
See you tomorrow, guys!