Cristiana Ripepi è una studentessa della facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi Mediterranea.

Con il suo esempio di vita ci ha raccontato come anche la scelta della facoltà giusta e l’impegno civile possano essere dettati dalla fede e dallo spirito di aiutare i più deboli.

Cosa volevi diventare da grande prima di iscriverti alla facoltà di Giurisprudenza?

L’esperienza nell’associazione di cui faccio parte (I.P.F. Istituto per la Famiglia nata dal cuore cristiano di Gilberto Perri) e il vivere quotidiano in mezzo alla gente bisognosa ha consolidato in me il desiderio di stare dalla parte degli ultimi o quantomeno chi dal resto del mondo è considerato tale.

Per questo, già da bambina, ho sempre sognato di poter fare qualcosa che aiutasse gli altri nel concreto.

Perché hai scelto questa facoltà?

La scelta di giurisprudenza rientra in questa ottica: perseguire l’ideale della giustizia, della legalità, della trasparenza.

Vorrei aiutare il prossimo, nella società civile, tramite un agire improntato sui valori cristiani, che a mio avviso, sono cardini e punti fermi che tanti dovrebbero sempre tenere presente nelle azioni quotidiane.

Si tratta di “rispetto per l’altro” che io leggo in chiave di fede.

Cosa hai imparato di nuovo grazie a questa Università di Giurisprudenza?

L’Università mi ha senza dubbio aperto ad un mondo nuovo, animato da persone che hanno spirito, cultura e vissuto diversi.

In una società che spesso tende a conformarsi anche nel pensiero e a vivere nella gabbia del pregiudizio, io ho sempre ritenuto di dover rimanere me stessa.

L’ho fatto perciò tenendo alta la bandiera della fede e il mio credere fermamente in Gesù Cristo, pur rispettando le diverse posizioni e visioni altrui.

Questo mi ha gratificato perché sono stata apprezzata da tanti amici e colleghi: me lo ha insegnato in particolare l’esperienza della candidatura e della campagna elettorale universitaria.

Adesso che sei cresciuta, quali sono i tuoi progetti?

Come ho dichiarato durante la campagna elettorale per il rinnovo della rappresentanza studentesca in un post su Facebook (condiviso ma anche criticato perché alcuni hanno ritenuto inopportuno un richiamo alla fede) il mio desiderio è di continuare a percorrere la strada che mi porta al servizio degli altri.

Non so ancora la strada da intraprendere alla fine degli studi. So però per certo che questa è la ispirazione: c’è più gioia nel dare che nel ricevere, sia a livello umano che lavorativo e professionale.

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe intraprendere questa strada?

Servono innanzitutto motivazione e spirito di sacrificio, come in tutti gli ambiti del resto.

A volte questo percorso di studi sembra davvero tutta in salita, ma con la determinazione e la volontà è possibile raggiungere il traguardo: non scoraggiamoci!