Quest’anno ho imparato:

1) che i professori amano le lavagnette di IAMU quanto gli studenti, si vergognano a dirlo (non tutti), ma quando poi li coinvolgi sono i più entusiasti
2) che le ragazze di tutte le città, del Nord e del Sud, si vedono brutte al mattino presto. E proprio il giorno in cui ci presentiamo con le lavagnette sono più brutte del solito: «Se me l’avessi detto, mi sarei preparata». Ma detto cosa?
3) a Bologna ti rende felice il Bologna, a Reggio la Reggina, a Ragusa l’estate. Ma tutti i ragazzi in realtà vorrebbero scrivere un tubero, sono io a bloccarli.
4) che si possono usare i cartellini gialli e rossi a scuola come in un campo di calcio
5) la mia vecchia scuola è diventata un comune di 2500 abitanti, il sindaco è una donna, oggettivamente più carina del sindaco che c’era quando andavo io


6) che se mi vesto da Babbo Natale tutti vogliono fare la foto e i selfie con me. Ecco cosa si prova a essere un vero vip. Come Babbo Natale
7) che pilotare un aereo sul simulatore non è affatto facile, figuriamoci dal vivo
8) esiste un’app che fa gli esercizi di matematica in tempo reale
9) che le ragazze sono più coraggiose dei ragazzi quando si tratta di donare il sangue
10) che in terza media si fanno le feste in discoteca come in quinto superiore, solo che i partecipanti sono più bassi e non hanno la barba
11) che la lavagnetta è resistente all’acqua, anche quella del mare
12) che il trucco per vincere la sfida col panino è ingoiare poco per volta.

 

È stato un anno (scolastico) bellissimo per IAMU e non finirò mai di ringraziare tutti quelli che ci sono stati. Vi porto nel cuore, spero sia sufficiente a contenere tutti. Ci vediamo su IAMU, come sempre. (s)